sabato 4 maggio 2024

seconda crisi nucleare dopo Cuba

Quando iniziò “l’operazione speciale per denazificare L’Ucraina”, In un mio post su Twitter pronosticai subito una sconfitta per l’Ucraina, in considerazione dell’enorme disparità delle forze in gioco a favore della Russia. Comprendo facilmente i timori della Russia per il notevole allargamento ad Est della NATO. E’ esattamente lo stesso tipo di timore degli USA quando la ex URSS voleva installare una sua base a Cuba. Allora mi chiedo: Perché mai gli USA non accettarono la base URSS a Cuba ma pretendono di installare varie basi NATO alle porte di casa della Russia? Due pesi e due misure? Qualcuno dice banalmente che oggi le distanze, in presenza dei missili ipersonici, non contano più, ma non è affatto vero! Infatti le distanze sono importanti allo scopo, soprattutto, di evitare errori fatali che potrebbero portare ad una guerra atomica, dando il tempo minimo necessario per chiarire l’equivoco e salvare il pianeta dall’olocausto nucleare. La NATO non ha pensato a questo? Sia in Russia che in America c’è sempre qualcuno che pensa che un attacco atomico improvviso risolva immediatamente la questione. Ma l’allargamento NATO potrebbe significare esattamente questo. Vale a dire che la NATO ha forse pensato di poter, in tal modo, sferrare l’attacco di sorpresa e chiudere definitivamente la questione russa. Evidentemente l’establishment russo (e non solo Putin) teme proprio questo e quindi è divenuta una ragion di stato russa quella di evitare l’eccessiva vicinanza della NATO alle sue porte; da cui si deduce facilmente che chiunque fosse a capo della Russia avrebbe iniziato questa guerra contro l’Ucraina in primis e successivamente, aumentare le distanze dalla NATO occupando un qualche stato troppo prossimo ai confini russi. Allora, visto che per la Russia è una ragione di stato mantenere le distanze dalle basi NATO, il fatto che ora ci sia Putin al potere è un caso del tutto incidentale: è capitato a lui dover intervenire per assolvere alla ragion di stato. La cosiddetta “operazione speciale” è presto clamorosamente fallita, sia per la resistenza dell’esercito ucraino che anche per la fatale inefficienza logistica che ha portato al primo fallimento dell’invasione russa. E’ partito allora il piano B russo: guerra di logoramento. All’inizio di tale guerra, tutto l’occidente si è rivolto contro la Russia in difesa della libertà ucraina. Ma mi è parso subito chiaro che questa guerra dell’occidente contro la Russia per interposto stato (ucraino) sia esclusivamente una guerra puramente ideologica, ma la Russia ha presto trovato muscolosi alleati venuti in soccorso per arginare (leggi aggirare) le sanzioni occidentali che sarebbero state assai pesanti se la Russia avesse dovuto sopportarle da sola. E così la guerra russo-ucraina si è trasformata in una curiosa guerra quasi-mondiale dell’occidente contro buona parte dell’oriente tramite i veri combattenti ucraini e russi, quelli cioè che muoiono sui campi di battaglia. Ma adesso che la vittoria russa appare abbastanza vicina, l’occidente (almeno la Francia e l’Inghilterra) sta cominciando a pensare di intervenire direttamente sul campo. A parte le ragioni elettorali di Macron, l’occidente ha superato, lentamente, una ad una tutte le varie “linee rosse” che si era dato all’inizio. Ora sta per valicare (ma credo che non lo farà altrimenti sarebbe un suicidio per l’umanità) l’ultima e più pesante linea rossa finale: La dotazione di missili a molto lungo raggio all’Ucraina lasciandola però incoscientemente libera di decidere se usare questi missili direttamente contro il territorio russo (leggi Mosca) oppure no. Ovviamente, almeno credo, che l’Ucraina userà tali missili, inizialmente contro la Crimea occupata, ma successivamente penserà anche ad altri obiettivi. Ma, io credo che, sia per il bene dell’Ucraina che dell’umanità tutta, il governo ucraino non interverrà contro Mosca con tali missili rendendosi conto, finalmente, che si sta battendo contro una potenza nucleare veramente immensa. La quantità di testate atomiche russe supera quella occidentale messa tutta insieme; dunque non mi pare proprio il caso di superare quest’ultima linea rossa. Va inoltre considerato che la Russia non è sola contro l’occidente unito; ha potenti alleati che, al momento, sono restii ad intervenire per ragioni commerciali, ma che al momento opportuno, non esiteranno ad entrare in economia di guerra per combattere l’occidente guerrafondaio che incassa denaro vendendo armi, munizioni e attrezzature militari, con la scusa ideologica della democrazia e così prolungando a dismisura questa guerra che sarebbe potuta terminare in più breve tempo senza l’ideologico (e soprattutto affaristico) intervento occidentale. Si sarebbero risparmiate molte, molte decine di migliaia di giovani vite di militari e civili ed una quantità impressionante di rovine civili, militari ed infrastrutturali in Ucraina. Ne è valsa la pena per una questione puramente ideologica oltre che affaristica? Forse, per la questione affaristica, si; per quella ideologica, meno. Inoltre si registra, nelle opinioni pubbliche occidentali, un crescente disagio nel sostenere le spese delle sanzioni alla Russia ma che vengono pagate dai popoli, non certamente, da chi li governa. In sostanza, a causa dell’insipienza e/o dell’incoscianza dell’occidente, soprattutto francese e inglese, siamo ad un passo dalla guerra atomica come non lo siamo mai stati fin’ora, neppure in occasione della famosa crisi di Cuba del 1962; in tale occasione (avevo 21 anni) ebbi veramente paura dell’olocausto nucleare ed oggi, che di anni ne ho 83 ho di nuovo la stessa paura a causa degli stolti che non ragionano o ragionano solo con i voti o con i dollari senza pensare al resto. E’ assolutamente necessario che l’occidente se ne faccia una ragione: l’occidente non può vincere contro la Russia ed i suoi formidabili alleati. Se non si capisce questo si andrà alla macelleria nucleare e sarà la fine dell’umanità e della civiltà. E, come disse Einstein: “la prossima guerra sarà combattuta con i bastoni e con le pietre”.

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