domenica 28 aprile 2024

DESTINO

PROLOGO La storia narrata nel seguito è una storia assolutamente surreale, ma i nomi, le date e gli eventi narrati sono assolutamente veri, estratti ed integrati da una quantità di fonti, anche se non tutte verificate. Del resto, a parte gli eventi veramente accaduti e trattati nel seguito, il resto, come si capisce al volo, è pura fantasia e perciò non ho ritenuto di citare le fonti e verificarle tutte a pieno. Alcune sono prese da Google, e Wikipedia, alcune da testi degli anni 50 come: L’enciclopedia del ragazzo italiano edita dalla UTET, altre da un testo di Arnold Sommerfeld che tratta di meccanica razionale, altre ancora da un testo di Percy W. Brigman dal titolo: La logica della fisica moderna (ed. Boringhieri) e altri testi di divulgazione scientifica ecc. La Scienza, l’Umanità e la Politica sono, nel racconto, personalizzate, nel senso che la Scienza è detta: Scienziato che, ovviamente, non è sempre la stessa persona. Dipende dalla materia trattata. L’Umanità è detta Uomo (comprendendovi anche le donne) e si riferisce all’uomo della strada e la Politica è detta: Politico, come persona atta a governare Uomo, pur facendo parte dell’Umanità. Le discussioni tra Scienziato, Uomo e Politico, offrono spunti di discussione di un certo interesse che sarebbero da approfondire in un “caffè filosofico” (espressione presa da RAI Scuola). INTRODUZIONE Nell’immensa sala di controllo centrale domina il silenzio. Sotto il bianco pavimento psionico, una miriade di cavi neurali forma una sterminata rete di neuroni connessi tramite sinapsi ai cavi neurali. Una notevole quantità di quadri sinottici si trova a sinistra e a destra del grande pannello di controllo, dove occhieggiano grafici in evoluzione e spie multicolori ove però è il verde il colora dominante. Ogni quadro sinottico è sormontato da una fila di “orologi” con un’unica lancetta, mentre sui quadranti si disegna una linea rossa alla quale la lancetta, in lentissimo movimento, è più o meno distante. Tale linea indica il “giusto tempo per l’evento”. Ciascun quadro sinottico è quantisticamente connesso con ogni pianeta con vita intelligente nell’Universo e l’azione disposta dal pannello di controllo, raggiunge istantaneamente, qualsiasi punto dell’Universo per comunicazione quantistica basata sul noto fenomeno di “comunicazione” detto “entanglement”, che pare contraddire la legge di Einstein la quale asserisce che nulla può superare la velocità della luce. Da tale pannello è anche possibile controllare quantisticamente il flusso temporale potendolo fermare e mandarlo all’indietro fino al tempo desiderato, in ogni punto dell’Universo. In tale sala aleggia e governa Destino che con i suoi sensi psionici controlla tutti i quadri sinottici e tutti gli “orologi” di giusto tempo per l’evento. Egli opera h24 senza interruzione, da molti miliardi di anni terrestri, cioè da quando ALTO ASSOLUTO aveva formulato le Leggi Eterne, inviolabili ed assolutamente universali della LOGICA filosofica, della MATEMATICA e della FISICA, dopo la creazione del Caos primevo dal quale, con un atto di suprema, onnipotente volontà, ha tratto l’Universo intero, partendo da un’infinitesima particella, concentrato di tutta l’energia, la massa, la materia e antimateria esistente. Egli ha poi consentito che tale particella iniziale si espandesse alla velocità della luce, respingendo e mantenendo il Caos primordiale fuori dalla sua frontiera. Scienziato ha chiamato questo fenomeno “Big Bang”. La sala di controllo si trova all’interno dell’Universo, ma in una dimensione parallela, oltre la quarta, non rilevabile in alcun modo. COMANDO E CONTROLLO ALTO ASSOLUTO: L’Onniscienza e l’Onnipotenza. Concentra su di sé i tre poteri: Esecutivo, Legislativo e Giudiziario. Egli ha creato le Leggi assolutamente inviolabili alle quali tutta la catena di comando e controllo DEVE attenersi rigorosamente. Quando lo ritiene opportuno utilizza il Suo potere giudiziario. E’ il potere assoluto, inarrivabile e non rovesciabile in nessun modo noto o ignoto. Ha pieno potere di veto e disposizione su tutta la Sua catena di comando. DESTINO: Ha una forte delega da ALTO del potere esecutivo, ma discende gerarchicamente da ALTO al quale deve assoluta obbedienza; ma ALTO non interviene quasi mai sul lavoro di Destino, se non quando, assai molto raramente non ne vede la Necessità assoluta. Destino ha pieno potere su Vita, Morte e Caso ma deve accettare il veto eventuale di ALTO. CASO condivide con Destino il potere su Vita e Morte ma è sottoposto gerarchicamente a Destino. Caso, per esercitare il suo potere si serve di un potente team controllato da Possibilità che ne è a capo. Possibilità controlla Probabilità che a sua volta agisce con gli strumenti Fortuna e Sfortuna. Vita controlla il pensiero di Filosofia dalla quale dipendono il pensiero scientifico e quello umanistico. Dal pensiero umanistico prendono le mosse il pensiero politico, culturale e artistico Dal pensiero scientifico parte il pensiero tecnico cui prende parte, parzialmente e per altri versi, anche il pensiero artistico (es. tecniche di disegno, pittoriche, architettura ecc.) Un commento a parte richiedono Ricchezza, Potere, Criminalità e Povertà in quanto può accadere che Criminalità vada a braccetto con Ricchezza e Potere ma anche con Povertà, alla quale si associa, talvolta anche Prostituzione.
Cap. 1 La scoperta scientifica Scienziato, completata questa fase del suo lavoro, si volse verso Uomo che, di tanto in tanto, lo guardava distrattamente, preso dalle sue mille occupazioni e preoccupazioni quotidiane. - Uomo, questo mio lavoro pare prossimo alla sua conclusione, questione di quattro o cinque anni e poi potrai godere nella pratica, dei benefici della mia scoperta. Uomo, chiamato direttamente in causa, volse per un momento la sua attenzione a Scienziato: - Caro Scienziato, tu sei molto bravo ma il tuo problema è quello di non capire l’importanza che il Tempo ha per me. Il tempo fugge, la vita è breve ma tu ci chiedi di attendere per i risultati del tuo lavoro, tale perdita di tempo è per Me inammissibile. - Caro Uomo, il tuo problema è invece quello di non comprendere l’importanza delle mie ricerche che possono cambiare in meglio la tua vita e così sei avaro nei finanziamenti e nell’attenzione, salvo poi approfittare assai prontamente (e magari anche strumentalmente e furbescamente) dei miei brillanti risultati ottenuti, non si sa come, date le scarse risorse che mi offri. La tua vita sarebbe adesso assai migliore se tu avessi, già dall’inizio della scienza, destinato a me le risorse necessarie e sufficienti. - Su questo punto, caro Scienziato, potresti anche avere ragione, ma c’è il fatto che tu, quasi sempre, non mi dici in anticipo lo scopo specifico delle tue ricerche, non solo, ma addirittura non mi dici nemmeno quanto tempo prezioso e neppure quanto denaro precisamente ti occorre. Poi c’è un’altra considerazione da fare, alla quale pare tu non dia alcuna importanza. Ti faccio un esempio: Quando non esistevano le automobili, nessuno ne sentiva la necessità in quanto le esigenze di spostamento e di trasporto erano comunque soddisfatte dalle carrozze e dai cavalli. Quando non esistevano il telegrafo, il telefono e la radio, la necessità di comunicare era soddisfatta dai messaggeri e dal servizio postale. Il messaggio che ti voglio trasmettere è semplicemente questo: Non si può sentire la necessità di cose che non esistono e che non si sa neppure se potranno esistere. - Quello che dici è vero, ma solo in parte, chi infatti, dovendo spostarsi dal luogo A al luogo B in carrozza, non avrebbe desiderato che il tempo di viaggio fosse assai più breve e magari più comodo e con meno scossoni? E chi, avendo urgenza di comunicare qualcosa a qualcuno lontano, non desidererebbe che il messaggero volasse come il vento per recapitare in fretta la notizia urgente? E inoltre, chi, stando male, non desidererebbe guarire in fretta dai suoi malanni per riprendere al più presto le sue occupazioni di sempre? - Su questo punto hai ragione tu, ma ci sono punti più pesanti sui quali ho ragione io. Punti nodali e determinanti sono proprio le questioni dei tempi, del denaro e del fine; c’è inoltre sempre il fatto che Io sono abituato ad operare con quanto è già disponibile e, tenendo i piedi ben piantati per terra, non mi metto a sognare cose inesistenti per risolvere effettivi problemi quotidiani. Queste questioni giustificano pertanto, almeno dal mio punto di vista, la mia scarsa attenzione nei tuoi confronti. Ora torna al tuo lavoro e non disturbami ancora. Il discorso è chiuso. Uomo distolse da Scienziato le sue attenzioni per riprendere le occupazioni usuali mentre Scienziato, un po’ amareggiato ma sorretto dalla sua passione per la scienza, riprese il suo lavoro. Cap. 2 Destino Destino, aleggiando sopra la console nella sua grande sala operativa, rifletteva sulle cose dei mondi che controllava, quando la sua attenzione fu attratta dall’improvviso lampeggiare di una spia rossa al centro del gran quadro sinottico, zeppo di spie multicolori, indicatori, tracce colorate, quadranti e numeri, posto sulla parete di fronte, mentre, nel contempo, un leggero ma imperioso segnale acustico faceva sentire la sua voce nel silenzio della sala. “Ordini del Signore ALTO in arrivo”, pensò fra sé volgendo grave la sua attenzione alla spia intermittente mentre già le sue “dita” psioniche correvano agili sui controlli mentali del quadro per dettagliare la questione. Il dettaglio dell’ordine pervenne rapidamente alla sua attenzione: “Sul pianeta Terra, il giorno 13 del mese di Maggio dell’A.D. 1981 è stata progettata l’uccisione del papa polacco. Noi vogliamo provare seriamente il Papa, ma il suo Destino non è ancora compiuto.” Destino inviò ad ALTO il segnale di Acknoledge e volse la sua attenzione al monitor: vide il papa sulla sua vettura scoperta e vide Morte avvicinarsi rapidamente; la sua mano scheletrica armata di falce cominciava già a sollevarsi per sferrare il colpo mortale. Stava convocando Caso quando s’avvide che questi, casualmente, era già presente in sala controllo e sempre casualmente già conosceva la sua missione. Istantaneamente mandò Probabilità a distogliere Morte secondo l’Ordine di ALTO. Probabilità agì mentre già la fatale falce stava entrando in azione. Casualmente, una suora si trovava a fianco dell’attentatore e vide, per Fortuna con la coda dell’occhio la pistola sollevata da questi. Non avendo tempo per altro dette una spinta all’attentatore mentre questi premeva il grilletto. Il colpo mancò pertanto di precisione. La falce fu deviata al volo e a Morte fu ordinato di ritirarsi. Destino controllò lo stato delle cose e accertò che l’Ordine di ALTO era stato eseguito esattamente come da Lui destinato. Il papa era stato gravemente ferito ma non sarebbe morto, Destino convocò Morte e le ordinò di tenersi a distanza dal papa polacco fino a nuovo ordine... …che arrivò a Destino da ALTO il giorno Due del mese di Aprile dell’A.D. 2005 alle ore 21: “Il Sommo Pontefice è troppo sofferente, egli è stato provato fin troppo e abbiamo così deciso di richiamarlo a Noi e premiarlo per i suoi sforzi. Procedi dunque secondo le Nostre ALTE disposizioni dettagliate nel link in calce.” Destino, presa visione delle ALTE Disposizioni, convocò Morte alla sua presenza. Questa entrò nella sala di controllo, silenziosa ed austera, levitando leggermente sul falso pavimento di colore chiaro che copriva la miriade di cavi, neuroni, sinapsi e fibre ottiche di connessione, interamente coperta da una lunga tunica di colore nero, bordata di giallo, un cappuccio le copriva anche la testa; nella sua scheletrica mano stringeva il lungo manico della fatale Falce, con la lama lucida, dai riflessi mortalmente lampeggianti, posta in posizione di riposo. “Morte”, disse Destino: “Il vento della Vita ha girato ormai tutte le pagine del gran libro del Papa polacco; ma al vento non è consentito girare l’ultima di copertina; questa spetta a te. Procedi dunque con la tua ALTA responsabilità poiché “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole...”. Osserverò da qui che il piano proceda esattamente come destinato da ALTO. Il Papa morì esattamente quando, come sopra destinato. Cap. 3 Destino si distrae Dall’esame della linea temporale corrente della Terra, Destino si accorse che Scienziato, nel suo difficile e tortuoso percorso dall’oscurità delle superstizioni e della magia alla luce splendente delle verità razionali, aveva imboccato, già da un mese, una strada che avrebbe assai ritardato un risultato importante verso i suoi piani per l’Uomo. Sorpreso lanciò un’occhiata alla miriade di Orologi sulla parete di sinistra e vedendo che la lancetta dell’Orologio di “GIUSTO TEMPO PER L’EVENTO” aveva già superato di un mese l’evento atteso, che perciò non si era verificato, si rammaricò brevemente con sé stesso per la sua distrazione ed iniziò subito l’azione correttiva. Cominciò dunque con il convocare Caso che, ovviamente e del tutto casualmente, era già in sala controllo prima ancora della sua convocazione. - Oh Caso, vieni qui, ti illustrerò i tuoi compiti per una nuova missione sulla Terra. Prima però che tu possa cominciare io devo personalmente fare un’importante operazione sul Tempo terrestre. Ciò detto, si spostò gravemente verso gli orologi, ognuno regolato sul tempo locale di mondi lontanissimi e sconosciuti all’Uomo. Tirò giù dalla parete l’Orologio di tempo terrestre e regolò le lancette sulla data e l’ora di circa un mese prima. Frattanto, Caso, che casualmente (e ovviamente) già conosceva il da farsi, tornò nel suo ufficio dove il suo team, attivo h24, era in attesa di disposizioni. Caso può agire, come anche Destino, (vedi schema in testa) con Vita sulla vita e con Morte sulla morte. Al fine di poter lavorare con tali collaboratori e su tali collaboratori, Caso poteva contare su un team potente e affidabile il cui capo era Possibilità. Possibilità poteva decidere se il suo potente sottostante: Probabilità, era o no in grado di agire. Se Possibilità negava l’autorizzazione, allora Probabilità non aveva alcuna voce in capitolo; ma Destino era comunque sempre in grado di influire, per tramite di Caso, su Possibilità (e quindi, indirettamente, su Probabilità). Del team di Possibilità e agli ordini diretti di Probabilità c’erano Fortuna e Sfortuna. Così, Probabilità fu autorizzata ad agire per correggere casualmente la distrazione di Destino. Probabilità si volse dunque verso Fortuna dicendole cosa avrebbero dovuto fare al momento opportuno, e per farlo avrebbe ottenuto da Caso la collaborazione di Vita... Cap. 4 Scienziato e la penicillina …Scienziato si trovava in laboratorio e stava esaminando una coltura di stafilococchi su una piastra di Petri. Dette un’occhiata alla pendola sulla parete di fronte e decise che era tempo di smettere di lavorare e tornarsene a casa. Era il 31 di Agosto del 1928, nei tre giorni seguenti era prevista, per lui, una breve vacanza; dunque Scienziato (in tale occasione impersonato da Alexander Fleming) smise di lavorare, riordinò il suo banco da lavoro e infine gettò via la piastra con la coltura, salutò i colleghi e se ne andò. Dopo la vacanza riprese le sue osservazioni senza tuttavia concludere nulla. Trascorse un mese e fu a questo punto che Destino scoprì la propria svista e intervenne... …Scienziato si trovava in laboratorio e stava esaminando una coltura di stafilococchi su una piastra di Petri. Dette un’occhiata alla pendola sulla parete di fronte e decise che era tempo di smettere di lavorare e tornarsene a casa. Era il 31 di Agosto del 1928, nei tre giorni seguenti era prevista, per lui, una breve vacanza; dunque Scienziato (in tale occasione impersonato da Alexander Fleming) smise di lavorare, riordinò il suo banco da lavoro e... su ordine di CASO, Probabilità e Fortuna agirono in quell’istante di concerto: - Ehi Alexander- lo chiamò un collega, - vieni qui un attimo a vedere al mio microscopio questa curiosa concrezione. - –Eccomi amico, però posso dedicarti solo qualche minuto, sono di partenza. Dopo l’esame microscopico e alcuni commenti clinici scambiati con il collega, salutò e uscì dimenticando fortunatamente e casualmente, la piastra di Petri con lo stafilococco sul suo banco di lavoro. Tre giorni dopo, al suo ritorno, vide la piastra ancora sul banco e stava per gettarla via quando si avvide, casualmente, di un fenomeno inatteso: la piastra era stata inquinata dalla muffa, ma intorno a questa, fino ad una certa distanza, non v’era più alcuna traccia dello stafilococco. Destino si fregò soddisfatto le mani, la penicillina, che avrebbe salvato un’immensa quantità di vite e risolto la tubercolosi, era stata scoperta al momento giusto e la linea temporale terrestre era stata ripristinata. Cap.5 Big Bang Nel 1960 Scienziato aveva capito, o creduto di capire, quale fosse stata l’origine dell’Universo. Dai calcoli e dai ragionamenti teorici fatti pareva che tale origine fosse avvenuta in un singolo istante primordiale, sotto forma di una colossale esplosione nel nulla. Allora Scienziato si volse verso Uomo, sempre preso dalle sue cure quotidiane e piuttosto distratto delle cose scientifiche, dicendogli: “Uomo, ho capito come il nostro Universo è nato!” Uomo, incuriosito dalla notizia replicò: “e allora dimmi cosa hai capito in proposito”. “Ecco”, disse Scienziato, “ ritengo che il nostro Universo sia nato da una singola grossa esplosione di materia-energia; non sono, al momento, in grado di dimostrarlo ma è cosa quasi certa”. “Bene”, replicò Uomo, “ma la cosa non mi interessa gran ché, sono altre le mie preoccupazioni; ad ogni buon conto, rifatti vivo quando avrai acquisito la dimostrazione di ciò, al lavoro.” Così Scienziato riprese a lavorare alla ricerca di una dimostrazione della giustezza della sua teoria. Ma il tempo passava e non si veniva a capo di nulla. Dalla sua sala di controllo, Destino osservava gli inutili sforzi di Scienziato e del pari osservava il quadrante dell’orologio di “GIUSTO TEMPO PER L’EVENTO”. La lancetta indicatrice si avvicinava sempre più all’evento: “scoperta dimostrazione Big Bang” ma Scienziato non ne veniva a capo. Memore dell’intervento fuori tempo sulla penicillina, decise di non lasciarsi sorprendere un’altra volta. Cominciò pertanto a pensare che avrebbe dovuto convocare Caso quando vide che questi, casualmente come al solito, era già entrato in sala controllo e curiosamente, era già per caso, informato circa la sua prossima missione. Avuto quindi da Destino il nulla osta a procedere, Caso pensò di rivolgersi a Necessità per aiutare Probabilità e Fortuna. Necessità analizzò la questione, diagnosticò il problema ed intervenne... L’ingegnere capo chiamò i suoi due migliori collaboratori, gli ingegneri: Arno Penzias e Robert Wilson (essi impersonavano lo Scienziato del caso). –Signori, disse loro, è sorta la necessità di utilizzare il satellite per telecomunicazioni che staziona in orbita geosincrona sopra di noi. Il ricevitore è stato già approntato ma ci occorre una sensibile antenna per captare i deboli segnali a microonde del satellite. I due ingegneri si misero al lavoro e progettarono così una grande antenna metallica. La puntarono verso il satellite e cominciarono ad esplorare la banda di frequenza attesa. Probabilità e Fortuna intervennero: –Senti Arno, sotto il segnale del satellite è presente un altro debole segnale nella banda, cosa sarà mai?. - Mah! Ipotizzerei un difetto nella costruzione dell’antenna, replicò Robert, oppure un difetto del ricevitore. - Allora scolleghiamo l’antenna e testiamo il ricevitore. -...mm, il ricevitore funziona perfettamente, apriamo l’antenna e guardiamoci dentro. - Accidenti, guarda cosa c’è nell’antenna. - Caspita, due piccioni hanno fatto qui dentro il loro nido, che schifo! È tutto sporco di guano. - Ok, facciamo pulire tutto, copriamo l’antenna con una cupola di plastica e poi riproviamo, anche se non capisco come possano, i piccioni, disturbare in quel modo specifico..... - Bah! Adesso possiamo ritentare, gli uccelli o altro non possono più entrare, l’antenna è ripulita, pronta e orientata sul satellite. - Allora via!... - Però...continua quel segnale di disturbo sotto il satellite. - Non potrebbe essere difettoso il satellite? Ma sembrerebbe strano. - Già, lo ritengo poco probabile data la tipologia del disturbo e la trasmissione digitale del satellite. - Allora proviamo a disorientare l’antenna per vedere se il disturbo proviene dal satellite oppure no. - Ecco fatto, il segnale del satellite non arriva più, però arriva ancora quel segnale di disturbo. - Orientiamo ancora l’antenna verso molte altre direzioni diverse, esclusa quella del satellite. - Ma… si sente sempre, come se fosse un rumore generale di fondo. - Che hai detto? Hai detto generale di fondo?...Questo mi suggerisce un’idea strampalata; ricordi la teoria recentissima del Big Bang? - Certamente, la stanno studiando proprio qui vicino. - Allora facciamo qualche calcolo. Se esistesse un residuo di fondo di tale Big Bang e avesse lasciato questa radiazione fossile, potremmo calcolare quale gamma di frequenze dovrebbe avere e vedere se per caso, coincide con quella del nostro disturbo. - Sì, però potremmo anche fare il calcolo inverso che peraltro mi pare più semplice, anche come controprova. - Cioè? - Cioè, noi sappiamo su quale banda riceviamo il disturbo, quindi, dal valore della frequenza potremmo risalire al valore della temperatura residua del Big Bang. - Allora procediamo coi calcoli...ed ecco qua i risultati. -BINGO. Questa è la prova che la teoria è giusta, noi stiamo captando proprio la radiazione fossile del Big Bang. Destino sorrise vedendo la lancetta dell’orologio di GIUSTO TEMPO posizionarsi esattamente e del tutto casualmente, sull’evento atteso: ”Anche questa volta la missione di Caso ha avuto successo, quei due ingegneri prenderanno il Nobel per la fisica”. Cap. 6 Etica della politica Uomo si rivolse severamente a Politico dicendogli: - Politico, tu cominci a crearmi dei problemi assai seri. Siamo ormai, già da tempo, nel XXI secolo. Cinquant’anni or sono ritenevo ingenuamente che il progresso della scienza e della tecnica avrebbe automaticamente comportato anche un progresso di civiltà. Ma scopro adesso che non solo ciò non è vero, ma addirittura che si sta regredendo e se questa tendenza, come pare, continuerà, torneremo presto ai tempi bui della barbarie, con il contorno della più alta espressione della tecnologia moderna. Ho capito da pochi anni che Attila avrebbe potuto tranquillamente utilizzare uno smartphone nel corso dei suoi feroci saccheggi, se lo avesse posseduto. Se guardo alla situazione attuale rabbrividisco: la Democrazia è malata da ormai troppi anni, la caduta delle grandi ideologie ti ha tolto l’importante supporto della fede sulle idee che danno speranza. Con loro sono del pari caduti i grandi valori come la Fedeltà nel matrimonio, il matrimonio stesso è caduto, è caduto l’amor di patria, è caduta la morale, è caduta la solidarietà tra vicini di casa e tra parenti, la bontà d’animo è ormai cosa di pochi, è caduto il senso del dovere come quello dell’onestà (vedi il falso in bilancio). Soprattutto tra le grandi banche e le grandi industrie. Potrei continuare con un lungo ed interminabile elenco ma preferisco prendere ora un altro discorso, quello della Legge. Dopo l’ultima grande guerra, con il passare dei lustri, tra Legge e Giustizia si è aperta tale una forbice che mi risulta, dai giornali, che in nome di una presunta “civiltà” ed un cosiddetto “garantismo”, nella realtà delle cose di tutti i giorni, chi è veramente garantito sono soltanto i delinquenti mentre il povero cittadino, reso inerme dalla legge nei confronti dei criminali, non ha alcuna protezione da parte delle forze dell’Ordine, rese, dalla legge stessa, quasi impotenti, perfino perseguite dai giudici che le condannano perché esercitano il loro mestiere e malvolute dal popolo che le sente inutili per sé e utili solo per proteggere te con una quantità incredibile di posti di controllo fissi e scorte che distolgono dal pattugliamento e dal controllo del territorio una sorprendente quantità di risorse. Tu sei ancora legittimato a governare, in quanto c’è ancora una maggioranza di popolazione che vota, ma non ti accorgi che il numero dei votanti diminuisce di volta in volta? Governerai ancora quando, col passare del tempo, non sarà più la maggioranza delle persone a votare? Certo, tu continuerai a governare, ma saprai anche, dentro di te, che non sei più legittimato a farlo, sarai perciò costretto a fare leggi sempre più restrittive delle libertà individuali. Se ciò, Dio non voglia, dovesse accadere, sarebbe la morte definitiva della Democrazia nella quale ho creduto per tanti anni e per tanti anni ho votato. Ora cambio ancora discorso e passo al lavoro dei giovani. Hai distrutto la speranza di due generazioni di giovani costretti a vagare nel precariato e consapevoli che avranno una magra pensione e non potranno comprarsi una casa. La terza generazione corre lo stesso rischio. Hai permesso ai datori di lavoro di riportare l’orologio della Storia indietro di oltre cinquant’anni, a prima delle conquiste di civiltà dei lavoratori, chiamando ciò modernizzazione o razionalizzazione e rovesciando così la realtà delle cose. E’ stata una politica miope e suicida, sia verso di te sia verso il popolo. Ma non viene in mente a nessuno di voi che se i lavoratori ed i pensionati non hanno denaro non possono spendere? E nessuno di voi pensa che se non si può spendere, le industrie non possono lavorare? E nessuno pensa che se le industrie non possono lavorare devono fare a meno dei lavoratori innescando così un circolo vizioso destinato a portare tutti alla rovina? E non è quindi meglio per tutti, tornare al passato del posto di lavoro fisso con premi di fedeltà ai dipendenti più fedeli? I datori di lavoro non sarebbero contenti di avere dei lavoratori fedeli e coscienziosi, che lavorino con passione, senso del dovere, spirito di appartenenza alla squadra e senso di responsabilità? Oppure preferiscono, per pagare meno possibile, avere lavoratori, si preparatissimi, ma disinteressati e scarsamente motivati che lavorano superficialmente sapendo che da un momento all’altro dovranno cercarsi un altro lavoro precario? Libri di denuncia contro di Te escono in libreria sempre più spesso, con denunce sempre più gravi, ma tu non te ne curi. Hai fatto scomparire il senso del Dovere sostituendolo con quello del diritto. Oggi pare che tutti si sentono di avere tutti i diritti ma in pochi hanno ancora senso del Dovere. Hai trasformato le sanzioni contro coloro che sbagliano in un insulto al senso comune della giustizia. Per queste e forse altre ragioni, la società è malata: droga, malaffare e prostituzione imperano, la corruzione è presente, le banche sono diventate proterve e prepotenti verso i loro stessi clienti che dovrebbero invece trattare coi guanti, come facevano una volta. Hai creato una specie di Europa unita ma in realtà e con tuo dispetto, alcuni popoli europei non hanno intenzione di seguirti su questa strada. Il motivo? È semplice, tu non hai fatto l’Europa dei popoli ma quella dei politici e degli economisti. Voi politici europei vi siete copiati l’un l’altro i provvedimenti, ma stranamente esistono tra una nazione e l’altra grosse differenze; sorge così il sospetto che vi siate uniformati solo per quello che più sta a cuore a voi lasciando come si trova tutto il resto. Se è questa l’Europa. Povera Europa...E poi, lasciami spendere, scendendo coi piedi per terra, una parola di critica verso il modo con cui si è in pratica realizzato l’Euro. Di per sé, l’idea dell’Euro non sarebbe sbagliata, ma mi chiedo e ti chiedo: perché in alcuni luoghi è stato imposto dall’ALTO in modo dirigistico (dopo un opportuno e costoso battage propagandistico per influenzare massicciamente l’opinione pubblica) mentre in altri si è permesso al popolo di decidere? (e ha deciso per il no!) e si continua a voler promuovere referendum nella pia speranza che il popolo, opportunamente e massicciamente (mal) informato cambi idea. Però ora, visti i fallimenti dei referendum pro-euro, la smania referendaria dei governi nordici pare si sia arrestata. Allora l’Europa non è affatto unita se ci si muove in ordine sparso. E poi, con quale sciocco criterio si è scelto il taglio delle monete e delle banconote? Non è forse ovvio ed evidente a chiunque che si tende psicologicamente a sminuire il valore delle monete rispetto a quello delle banconote di pari valore? Le monete da due Euro e da un Euro non dovevano esistere, chi le ha volute ha commesso un grave errore pagato dalle classi medie e più basse e non è stato contrastato da nessuno. Un altro errore grave è stato quello di consentire ai commercianti di togliere molto presto l’indicazione dei prezzi in moneta locale (Lira nel caso italiano). Questo ha permesso loro guadagni lauti ed immediati, ma alla lunga gli si è rivolto contro a causa della penalizzazione cui è stato sottoposto il ceto medio, il reddito fisso e gli stipendi dei dipendenti e non ci sono più soldi da spendere nei consumi mettendo in affanno tutta l’economia. - Ascoltami Uomo, ti posso ribattere punto per punto tutte le forti critiche che mi hai rivolto, ma prima lascia che ti rammenti che anche io Politico, sono alla fin fine un uomo, un uomo che si muove tra le difficoltà del fatto che la politica non è ancora una scienza esatta (alla faccia di tutte le facoltà di “scienze” politiche esistenti) e non credo che lo diventerà mai. Io, come ben sai, devo cavalcare l’onda del momento, al fine di acquisire consensi elettorali; questa è, ad un tempo, la mia vocazione e la mia condanna. Ritengo pertanto che sia giusto lottare per concedere al popolo ciò che al momento richiede con maggiore forza e frequenza e nel contempo, mi rendo perfettamente conto che talora, ciò che il popolo chiede nel breve termine, potrebbe rivolgerglisi contro nel medio o lungo periodo; ma Io devo comunque cavalcare l’onda e quindi devo, ob torto collo, accettare anche questo per amore del consenso. Stai perciò attento a criticare me perché ti ricordo che se io sono al potere è perché mi ci hai messo proprio Tu che ti lamenti e mi critichi. Questo significa quindi che tutte le tue critiche ti si ritorcono contro dal momento che la classe politica altro non è che l’espressione delle classi popolari. Peggiore è la classe popolare e peggiori sono i politici; migliore è il popolo e migliori sono i politici che ne discendono e lo rappresentano. La fine delle grandi ideologie che hanno guidato la politica del recente passato, mi ha tolto, come tu hai già osservato, il suo potente supporto e così anche Io, povero uomo, aspetto, vagando nel buio, e senza guida, la luce di qualche altro Grande Pensatore in grado di restituirmi una vera bussola che non ho più. Purtroppo pare che l’orizzonte sia pieno di “grandi intellettuali”, “grandi filosofi” premi Nobel di qua e premi nobel di là, ma che sia del tutto deserto di Grandi Pensatori come quelli del passato che per tanti anni ci hanno supportato con il loro pensiero forte. I pensieri di oggi sono tutti deboli, non significativi e perciò non fanno presa sui popoli. - Ciò che mi hai appena detto ha senza dubbio un senso, tuttavia Io, Uomo, mi sento spesso influenzato, mio malgrado, dai cosiddetti “opinion leader”, dai “mass media”, dalle loro trasmissioni TV di qualità sempre più scadente solo per faccende di “audience”; però Tu non sei del tutto innocente in quanto sei, in un modo o in un altro, sia da “destra” che da “sinistra” (se tali termini hanno ancora oggi un senso), in grado di influire sui mezzi di comunicazione di massa e sei perciò in grado di influenzare le menti più deboli, cioè la maggior parte delle persone, mostrandogli quelle cose che poi tu sai che ti saranno richieste e quindi potrai giocare d’anticipo nel cavalcare l’onda dei consensi. Insomma, alla fine, la colpa di tutti i mali sembrerebbe la pubblicità in quanto questa, per diffondere il suo verbo sulla maggior parte delle persone, ricerca le trasmissioni con alta audience; ma tali trasmissioni devono necessariamente essere di scarsa qualità in quanto gran parte delle persone, anche delle brave persone e persino dei religiosi, non è, ammettiamolo francamente, di grandi qualità morali e intellettuali... anzi... Così tu hai buon gioco ed in questo sta la tua più pesante responsabilità. Se è pur vero che il popolo ha i governanti che si merita, è altrettanto vero che questi influenzano l’opinione pubblica con i suoi “opinion leader” che usano occhiali con lenti colorate di rosso o di nero (beh, diciamo di scuro, non proprio di nero). -In definitiva sembra che sia Tu che Io dovremo attendere che la Provvidenza ci mandi dei Grandi Pensatori, con l’idea vincente valida almeno fino al prossimo secolo e magari oltre. Purtroppo, nel frattempo, ne subiremo insieme le conseguenze, anche se le tue responsabilità sono ben maggiori e più dirette e le conseguenze ricadranno certamente assai di più su “pantalone” che su di te. Destino, ascoltata la conversazione tra Uomo e Politico lanciò uno sguardo verso l’orologio di Giusto Tempo per l’Evento “nascita di grandi pensatori” e dispiaciuto osservò che la lancetta era ancora lontana. Era dunque suo Destino non poter ancora intervenire. Ma intanto osservò che un’altra discussione era iniziata tra Politico e Scienziato. - Caro Politico, cominciò scienziato, vi sono molte cose che io ho già detto a Uomo che potrebbero facilmente adattarsi a te, solo che tra Te e Uomo c’è una differenza sostanziale. Benché tu abbia riconosciuto che in fondo anche tu sei un uomo, la differenza con l’uomo della strada è enorme. In primis sei, generalmente parlando, a parte casi particolari, più istruito e più colto e dunque dovresti essere maggiormente consapevole delle necessità della scienza e adoperarti per aiutarla più di quanto tu faccia ora, ma pare che tale consapevolezza sia messa in ombra da altre preoccupazioni. Tu governi la popolazione, quindi la Tua responsabilità è immensa. I tuoi provvedimenti di governo dovrebbero essere più oggettivi perché se sono colorati di rosso o di nero, gran parte del popolo ne soffrirà, altri, magari, non ne soffriranno ma potrebbero non essere proprio del tutto soddisfatti. Oppure ne sono più che soddisfatti ma comunque resta la parte non trascurabile che ne soffre. - Caro Scienziato, io sono Politico, e come tale, opero per essere rieletto, dunque, innanzitutto devo preoccuparmi del benessere del mio elettorato, così da mantenere intatta la mia posizione di vantaggio elettorale. E’ ovvio, banale, che una parte della popolazione soffra per i miei provvedimenti di legge. E’ altrettanto ovvio che la parte non d’accordo, guidata propagandisticamente dall’opposizione, critichi e protesti il mio lavoro. Sono un politico, che significa anche falso e bugiardo, ma significa anche che tenendo il piede in due staffe ho le mani libere per cambiare rapidamente le cose se ciò fosse utile, prima a me e poi alla nazione; questa è, ad un tempo, la mia vocazione e la mia condanna perché, capita talvolta, che mi tocca prendere provvedimenti a mio svantaggio per restare sulla cresta dell’onda. Guarda ora, per esempio in Italia, dove sarò costretto a dare un bel taglio ai seggi della Camera e del Senato; non mi fa certo piacere, visto che ho creato gli uffici regionali e provinciali proprio allo scopo di creare nuove poltrone per Me. E, del pari, mi ha fatto molto gioco l’Europa unita, creando una bella quantità di poltrone e di seggi per sistemare personaggi scomodi e inadatti alla loro posizione adottando la regola romana del “promoveatur ut amoveatur”. Comunque, per quanto riguarda Te, ho adottato varie iniziative per venirti incontro: per es. una parte dell’erario (il 5/1000) viene devoluta alle tue ricerche, talvolta inconcludenti e quando risolvono qualcosa, arrivano regolarmente in ritardo. Per giunta, al giorno d’oggi capita perfino che, poiché le Tue ricerche sono finanziate da imprenditori al top, essi pretendono che Tu faccia in fretta a dare risultati e allora Tu, messo sotto pressione, trascuri dei dettagli (che in seguito si riveleranno importanti) mettendo in commercio o almeno tentando di farlo, anche dei prodotti non ancora ben testati (come accade per molti prodotti di software, soprattutto i Sistemi Operativi dei computers e simili e persino con i vaccini) annunciando con faccia tosta che non sono garantiti e ti aspetti un feedback dalla clientela (che però intanto ha pagato) mandando poi gli aggiornamenti, bontà Tua, gratuitamente. - Caro Politico, quest’ultima parte del discorso va addebitata ad Uomo. Rimpiango i tempi di quando si poteva lavorare senza stress, guarda adesso che caos con la gara a chi arriva prima al vaccino anti-covid, con il rischio, non trascurabile, che quando arriverà, dopo grossi investimenti, questo non servirà più perché, nel frattempo, o la popolazione si è immunizzata da sé (com’è accaduto per le grandi pandemie del passato che sono passate senza alcun vaccino), oppure il virus ha mutato e quindi non viene più riconosciuto dagli anticorpi generati dal vaccino o ancora, il virus perde molta della sua virulenza e quindi i sintomi cessano di preoccupare. Allora, se le cose stanno così, cosa dovrà fare Uomo per non perdere una barca di denaro? Dovrà rivolgersi a Te chiedendoti di fare la vaccinazione per legge a tutta la popolazione, pur sapendo che è ormai divenuta pressoché inutile, ma questo la popolazione non lo deve assolutamente sapere e allora tu dovrai, col nostro avallo, dichiarare che si fa nell’interesse della salute pubblica che è la cosa più importante di tutte, anche per evitare un altro lockdown che sarebbe disastroso per l’economia e allora il popolo dirà che hai ragione da vendere e si precipiterà a farsi vaccinare. La verità, detta da alcuni medici coscienziosi, verrà ridicolizzata e contraddetta dalla Scienza ufficiale e costoro verranno radiati dall’albo e non potranno più esercitare con la loro laurea diventata ormai inutile per soddisfare il business. - Caro Scienziato. Questa è la vita al giorno d’oggi e non ci possiamo fare proprio nulla. - Già, è così e basta. Ascoltata anche questa conversazione, Destino chiese umilmente udienza ad ALTO che stava riposando adagiato su una nuvola con un delizioso bicchiere di long drink poggiato su una nuvoletta a portata di mano. - Signore ALTO. La faccenda del virus che hai consentito di maturare sulla Terra sta creando problemi di non facile soluzione. Sinceramente non trovo una soluzione accettabile senza contrastare la Tua Alta volontà, il che, naturalmente non è possibile in alcun modo. Attendo Tuoi Alti Ordini. - Destino, tu hai il controllo completo della situazione e se non trovi una soluzione, devi lasciare che le cose procedano per loro conto, quindi rivolgiti a Caso e lascialo lavorare per Suo conto, ma controlla il suo operato e intervieni quando così è destinato. Destino, lasciata la nuvola di ALTO tornò immediatamente nella sua sala operativa a verificare attentamente il lavoro che Caso aveva già cominciato di Sua iniziativa (o per un ordine segreto di ALTO che aveva aggirato Destino). Cap. 7 Energia elettrica Nella sua grande sala di controllo, Destino osservava la quantità di esperienze di Scienziato con le macchine elettrostatiche con le quali, al di là delle spettacolari scariche elettriche istantanee ottenute nei tanti laboratori di ricerca, non si procedeva al Salto cruciale della scoperta della corrente elettrica continua. L’orologio di Giusto Tempo per l’Evento “Corrente Elettrica” stava per scoccare l’ora ma Scienziato (che in questo caso era impersonato da Luigi Galvani) non riusciva a fare il salto di qualità decisivo. Correva l’anno 1780 della linea temporale terrestre e Destino decise di intervenire. Stava giusto per convocare Caso per la sua missione a Bologna quando si avvide che questi era già casualmente in sala controllo e, naturalmente, già conosceva per caso la sua nuova missione. Bene, disse Destino, sai già quello che devi fare, guarda l’orologio che ti interessa e procedi come stabilito. Caso interpellò Possibilità circa l’Evento della missione e seppe così che la cosa era possibile ma andava aiutata da Probabilità. Quest’ultima comandò a Fortuna di agire…e Fortuna intervenne… Disse la moglie di Luigi: “oggi per pranzo ti preparo un buon brodo di rane che so che ti piace”. -Grazie cara, ma attenta a prenderle fresche, mi raccomando. Più tardi essa pulì le rane comprate, le decapitò, le spellò, le eviscerò e ogni rana pronta per il brodo venne sistemata sul marmo accanto al fornello di cucina. Poi si avvide che, casualmente, le mancava un ingrediente per dare più sapore al brodo e uscì per procurarselo lasciando le rane pronte sul tavolo di marmo. Luigi, nel suo studio, stava analizzando i motivi per cui i muscoli possono muoversi ma senza venire a capo di nulla. Col cervello che fumava decise allora di concedersi una pausa di riflessione e pensò di recarsi in cucina per vedere cosa stava cucinando sua moglie. Giunto in cucina vide che sua moglie non c’era e vide le rane pronte per la cottura. Essendo un medico osservò con occhio clinico le cosce delle rane messe a nudo della pelle e con i nervi crurali esposti. Fortuna intervenne di nuovo. A Galvani venne l’idea di esaminare con maggior cura i nervi della rana decapitata e per meglio osservare si servì di un coltellino col quale poter spostare i tessuti scoperti e osservare meglio i nervi e la loro connessione ai muscoli delle cosce. Ma ecco che al contatto del metallo con i nervi crurali della rana ampiamente defunta, le sue cosce ebbero un lieve sussulto imprevisto. Assai colpito dal fenomeno lo ripeté più volte in vari modi osservando sempre i sussulti delle cosce al contatto del metallo. I successivi esperimenti compiuti in laboratorio con tutti i crismi ufficiali della scienza confermarono il fenomeno. Osservò poi che i sussulti delle cosce di rana erano assai più vigorosi se veniva utilizzato, per mettere in contatto i nervi crurali, un compasso costituito da due metalli diversi. La sua conclusione fu che si trattasse di una corrente di energia vitale sviluppata dai nervi della rana al contatto con i metalli. Destino osservò che il salto di qualità avvenuto era ancora insufficiente e agì nuovamente. Alessandro Volta aveva teorizzato e matematicamente dimostrato, ma senza poterlo dimostrare fisicamente con un esperimento, che tra due metalli diversi posti tra loro a contatto nasceva una debole differenza di potenziale; sfortunatamente tale differenza di potenziale non poteva venire sfruttata in quanto i collegamenti tramite conduttori metallici azzeravano tale differenza di potenziale. Il problema del Volta era quindi quello di estrarre tale tensione da due metalli diversi collegandoli in modo tale che la tensione risultante non si azzerasse. Il rumore sollevato negli ambienti scientifici dagli esperimenti del Galvani sulle rane arrivò fino a lui che non si disse d’accordo sul discorso energia vitale, in quanto il fatto che con due metalli diversi l’effetto motorio era assai maggiore confermava la sua teoria del diverso potenziale elettrico tra due metalli. Incuriosito ripeté a sua volta l’esperimento del Galvani. L’orologio di Giusto Tempo scattò sull’Evento e Volta comprese come andavano collegati i due metalli diversi per estrarne la corrente elettrica. La chiave di Volta consisteva nel collegare i due metalli diversi con un qualcosa che pur essendo un conduttore, non fosse però un metallo. Allora prese un disco di rame ed un uguale disco di zinco e li mise in contatto elettrico tra loro interponendovi un nuovo tipo di conduttore costituito da un disco di cotone imbevuto di una soluzione di acido solforico. Grazie a questa geniale trovata, il potenziale elettrico dei due metalli diversi poté venire estratto ed utilizzato per ottenere una corrente continua. Era nata la Pila di Volta. Per amplificare l’effetto il Volta poi sovrappose, appunto formando una pila, parecchi dischi di rame e di zinco alternati e inframmezzati dal conduttore non metallico da lui inventato ottenendo così una tensione di un centinaio di Volt che provocava robuste scintille. Il Volta mostrò poi a Napoleone il risultato dei suoi studi che, finalmente, dotavano l’Uomo della possibilità di utilizzare l’energia elettrica in modo continuativo e non solo per un istante di una scarica elettrica. Destino si fregò (per così dire) le “mani” soddisfatto del successo della nuova missione. Cap. 8 Febbri puerperali Nella sua sala operativa di controllo, l’attenzione di Destino fu richiamata da una spia rossa lampeggiante. Era una comunicazione di ALTO. Si affrettò ad aprire il canale di comunicazione riservato ed un post apparve subito sul suo monitor. Era laconico ed imperioso: “STOP alla febbre puerperale”. Destino inviò il segnale di acknowledge ad ALTO e cominciò ad osservare l’Orologio di Giusto Tempo per l’Evento. Ma rimase assai perplesso poiché la lancetta stava molto indietro, sarebbero occorsi ancora parecchi anni per soddisfare la richiesta ineludibile di ALTO. Pasteur era ancora un ragazzino. Tuttavia l’ordine di ALTO era perentorio e la cosa andava fatta quanto prima possibile, Tempo Giusto o non Tempo Giusto. Osservò che la persona più adatta al compito stava in quel momento studiando Legge su pressioni del padre. Era innanzitutto necessario agire sulla sua linea di vita per cambiare il suo Destino. Creò allora, su tale persona, un nuovo Orologio provvisorio di Giusto Tempo per l’Evento ed eseguiti i dovuti calcoli temporali regolò la lancetta sul tempo ancora mancante all’Evento perentoriamente richiesto da ALTO. In tal modo poteva guadagnare parecchi anni rispetto all’orologio di Pasteur. Mentre stava per premere il pulsante di chiamata per Caso, vide che Egli era già casualmente entrato in sala operativa e ovviamente sapeva già per puro caso qual’era la sua missione. Correva l’anno 1837 e lo studente di legge Ignaz Philipp Semmelweis si dirigeva verso la sua facoltà di legge all’università di Vienna quando Caso intervenne facendo sì che un suo amico, studente di medicina lo vedesse, per puro caso, di lontano. Le cose procedettero rapidamente. L’amico raggiunse Semmelweis e gli chiese di accompagnarlo ad assistere alla dissezione di un cadavere. Subito dopo tale esperienza, il giovane studente di legge comprese qual’era il suo vero destino. Si iscrisse a Medicina e si laureò in chirurgia e ostetricia. nel 1846 ottenne l’incarico per due anni di assistente effettivo del dottor Joann Klein, che dirigeva la prima divisione della clinica ostetrica all’Allgemeines Krankenhaus, il più moderno ospedale europeo inaugurato nel 1784 dall’imperatore Giuseppe II. Il Dr Klein aveva costituito due reparti di ostetricia, un reparto era servito da sole ostetriche ed era diretto dal Dr. Bartch, l’altro reparto diretto da Klein era servito dai medici coadiuvati dagli studenti di ostetricia e chirurgia. Ora avvenne che Semmelweis osservò che la mortalità delle puerpere del reparto ostetriche era assai minore di quella del reparto medici. Destino osservava il procedere delle lancette dei suoi Orologi e si rese conto che Scienziato (qui Semmelweis) non avrebbe fatto in tempo in quanto non era stato ancora in grado di stabilire una correlazione tra queste mortalità e le loro cause che sarebbero rimaste ancora ignote, secondo l’orologio Pasteur, ancora per troppi anni. Si rendeva necessario, per Destino, intervenire nuovamente. La prima cosa da farsi era una accurata analisi delle linee temporali possibili relative al Dr Semmelweis e nel corso di tali analisi risultò che la soluzione del problema rendeva necessaria una morte umana; ma non una morte qualsiasi. Era di necessità che morisse, di febbre puerperale…un uomo. La cosa pareva assurda e Destino convocò Possibilità: - Dimmi, può un uomo morire di febbre puerperale? - Un uomo non può morire di febbre puerperale ma, che è la stessa cosa, può morire della stessa identica causa che provoca tale febbre. Avuto conferma della possibilità della cosa convocò allora Probabilità: - dimmi, sono alte o basse le probabilità che un uomo muoia della stessa causa della febbre puerperale? - Le probabilità sono molto basse, dovrebbe avvenire, per Sfortuna, un incidente. A questo punto pensò di convocare di nuovo Caso, il quale casualmente era già lì e casualmente già conosceva il da farsi nella sua nuova missione. Avuto Caso accanto a sé, Destino convocò allora Morte. Questa, col suo manto nero orlato di giallo, entrò silenziosa come un fantasma con la sua terribile falce lucente in posizione di riposo e levitando a mezzo metro dal pavimento si accostò ai due personaggi in sua attesa. - Morte, disse Destino, - Tu devi operare sull’uomo da me stabilito, secondo quanto da me stabilito e nel momento da me stabilito. Andrai insieme a Caso e saprai chi e quando esattamente colpire. Il Dr. Jacob Kolletschka, amico di Semmelweis si predisponeva a fare un’autopsia di una donna appena morta di febbre puerperale. Nella sala di dissezione entrò Caso, seguito da Sfortuna mentre Morte attendeva fuori. Attesero che Sfortuna facesse il suo dovere. Il Dr. Kolletschka afferrò saldamente un bisturi e cominciò il suo lavoro di dissezione. Il lavoro procedeva normalmente quando, inaspettatamente e sfortunatamente il bisturi gli sfuggì di mano nell’urto contro un osso. Nel tentativo di recuperarlo al volo si ferì una mano. Sfortuna aveva terminato il suo lavoro e tornò indietro. Caso e Morte seguirono le attività del Dr. Kolletschka che si allontanò facendosi sostituire, per tamponare la ferita alla mano. A questo punto intervenne Malattia. Già il giorno dopo il medico leggermente ferito, stava male e fu ricoverato. Accanto al suo letto, Morte attendeva tranquilla ed invisibile, il momento del destino. Pochissimi giorni dopo la falce si sollevò e agì inesorabile come stabilito da Destino. Colpito da questo evento, Semmelweis lesse la cartella clinica con i risultati dell’autopsia eseguita da qualcun altro sul corpo del suo amico scoprendo così che si trattava della stessa causa per la quale morivano le puerpere del reparto di Klein. Nella sua mente si accese una lampadina: era colpa dei medici; aveva finalmente trovato la relazione tra le morti del reparto di Klein ed i medici. Egli comprese che la malattia era contagiosa ed il contagio avveniva quando i medici visitavano una puerpera dopo aver eseguito una dissezione su una defunta della malattia stessa. In quei tempi non si conoscevano né l’asepsi né i microrganismi ed i medici non si lavavano neppure le mani prima di visitare internamente le puerpere (allora operavano senza guanti chirurgici). Nel reparto delle ostetriche, le quali non eseguivano autopsie, la mortalità era molto ridotta. Questo disse la lampadina accesa nella mente di Semmelweis. Caso aveva terminato la sua missione con successo, anche se aveva dovuto sacrificare una vita secondo l’ordine di Destino. Il Dr. Semmelweis dispose, senza poter fornire una corretta spiegazione, che tutti i medici e studenti che avevano eseguito una dissezione dovessero, prima di visitare le puerpere, lavarsi accuratamente le mani per mandare via l’odore di morte che vi restava appiccicato. Il successo fu immediato: la mortalità delle puerpere divenne ancora minore di quella del reparto ostetriche. Destino osservò soddisfatto la lancetta dell’Orologio di Giusto Tempo per l’Evento posizionarsi sullo Zero. Alla lancetta dell’Orologio Pasteur mancavano ancora svariati anni. Il problema di Destino era risolto; unico rammarico la necessaria morte di Kolletschka per far comprendere a Semmelweis come lavorare per il meglio ma si consolò al pensiero delle molte vite salvate da quell’unica morte e di tutti i bambini che non avrebbero perduto le loro mamme. Destino mandò allora ad ALTO il messaggio di “Eseguito OK”. Cap. 9 Louis Pasteur Quando Scienziato era ragazzino, Destino osservò che la sua linea temporale subiva una biforcazione e seguendo entrambe le vie notò presto che una di queste si allontanava dall’evento già destinato. Era dunque necessario intervenire. Pasteur cresceva ad Arbois dove avrebbe iniziato i suoi studi nel campo umanistico, ma ciò contrastava i piani di ALTO che aveva in serbo per lui un altro destino. Era dunque necessario chiudere da subito la via alternativa. Per chiudere tale via erano necessarie due mosse. La prima andava attuata subito, al fine di indirizzare il subconscio di Pasteur nella giusta direzione; la seconda poteva attendere tranquillamente ancora due o tre anni. Destino stava dunque per convocare Caso e come sempre, egli era già lì per puro caso e come sempre, già sapeva per caso, qual’era la sua nuova missione. Era notte. La volpe, affamata, cominciò ad avvicinarsi al pollaio. Si muoveva sottovento per impedire che il suo odore giungesse al cane di guardia alla fattoria. Si avvicinò guardinga al pollaio dal quale giungevano, alle sue nari, gli effluvi odorosi delle galline addormentate. A questo punto, Caso intervenne. Il vento che aveva tenuto nascosto al cane l’odore della volpe, cadde e venne sostituito da una lieve brezza di direzione variabile. Fu così che una folata di brezza portò alle sensibilissime narici del cane, l’odore inequivocabile della volpe. Fu un attimo, il cane, abbaiando furiosamente si avventò sulla volpe che stava per entrare nel pollaio e l’azzannò per la coda. La volpe, in un estremo quanto inutile tentativo di difesa si girò tentando, senza successo, di mordere il muso del cane che poi la mise immediatamente fuori combattimento. Il trambusto sollevato dal cane e dalle galline, bruscamente risvegliate, fece accorrere il fattore armato di fucile da caccia. Alla vista del padrone il cane si ammansì subito ed il fattore premiò il fedele guardiano dandogli da mangiare un uovo, poi si chinò sulla volpe e la tirò su per la coda, ma questa non era ancora del tutto morta e in un ultimo spasmo disperato riuscì a mordere una coscia del fattore. Era noto che le volpi sono spesso rabide e che la rabbia si prendeva da un morso ed era dunque opportuno prendere provvedimenti per garantirsi la sopravvivenza. La cura era tremendamente dolorosa e consisteva nella cauterizzazione, eseguita con ferro rovente, del punto morso e l’operazione andava eseguita prima possibile, dunque, alla prima ripresa delle attività del posto, il nostro fattore si recò alla fucina del fabbro per farsi cauterizzare la ferita. Egli era seduto su una sedia. Due uomini gli tenevano ferme le braccia mentre le gambe erano assicurate alla sedia con una robusta corda ed una cinghia di cuoio era stretta tra i suoi denti. Nella forgia il ferro era rovente già pronto all’uso e avevano già da prima dato da bere al fattore una robusta quantità di vino per stordirlo. Fu in quel momento che Pasteur si trovò casualmente a passare davanti al fabbro mentre questi applicava alla coscia il ferro rovente tra le urla disumane del fattore. Quella vista lo toccò profondamente e pensò che avrebbe dovuto inventare qualcosa per evitare tale dolorosissima cura contro la rabbia. Destino osservò la scena vedendo, nel contempo, assottigliarsi le probabilità di un percorso errato. Il prossimo intervento avrebbe definitivamente annullato le probabilità avverse. Dove avrebbe dovuto studiare Pasteur, un docente di filosofia cambiò università avendo casualmente avuto una migliore opportunità altrove. Così quando Pasteur vide che nella sua città non c’era il docente di filosofia, andò a studiare a Besancon, dove si diplomò nel 1840 in scienze ed in lettere. Successivamente si specializzò nella ricerca contro le malattie in agricoltura e nella veterinaria ma sempre col pensiero rivolto allo studio della rabbia. Gli studi di Jenner sui vaccini ispirarono Pasteur che fece molti esperimenti di vaccinazione antirabbica sui cani ottenendo grandi successi. Un giorno, saputo degli studi di Pasteur sulla rabbia, gli fu portato un bambino morso da un cane idrofobo. Pasteur ricordava benissimo il trattamento di cauterizzazione che dava molte probabilità di vittoria contro la rabbia, visto da ragazzino e così, tra le critiche di molti colleghi, il 6 luglio 1885, iniettò il vaccino per la prima volta su un essere umano a un ragazzo di nome Joseph Meister, che era stato morso da un cane rabido. La cura ebbe pieno successo e Destino potè vedere la lancetta dell’orologio di giusto tempo per l’evento posizionarsi sullo Zero. Il segnale di antirabbica OK venne trasmesso ad ALTO. Cap. 10 Missione lunare Apollo 11 ALTO osserva tutto l’andamento della missione prima della partenza e scopre che un problema tra i tanti, in particolare, impedirà il ritorno sulla Terra dei due astronauti scesi sulla Luna: Armstrong ed Aldrin. Ma ALTO aveva deciso che essi dovessero tornare a Terra e quindi dette a Destino l’ordine di intervenire. La levetta dell’interruttore di accensione del motore del LEM era difettosa di fabbrica e si sarebbe rotta al momento dell’azionamento impedendo per sempre il decollo e condannando a morte i due uomini; ma questo non era voluto da ALTO che attivò Destino e questi si attivò per chiamare Caso. Quest’ultimo, “casualmente”, passava di lì e “per caso” conosceva già la sua missione. Prese dunque con sé Fortuna e scesero a Huston mentre era in corso la spunta della check list di avviamento al lancio. Il comandante spuntava le voci della lista con una penna a sfera. Al termine della spunta, per Fortuna una chiamata via radio distrasse Aldrin che dimenticò di riconsegnare la penna che rimase così nel LEM del Columbia. La missione partì regolarmente e Destino vide che i vari e non pochi problemi potevano essere risolti autonomamente dall’equipaggio con l’aiuto della base a Terra. Terminata la missione scientifica lunare, i due astronauti risalirono sul LEM per decollare verso il Columbia che era in attesa orbitando attorno alla Luna. Ma ecco l’imprevisto; Nel riarmare l’interruttore della messa in moto del motore del LEM, la levetta, difettosa, saltò impedendone assolutamente la ripartenza. Sarebbero stati condannati ma, per Caso, ad Aldrin cadde l’occhio sulla penna “dimenticata” per Fortuna a bordo dopo la check list. Utilizzando la punta della penna, Aldrin riuscì ad attivare l’interruttore di ripartenza. Dal suo monitor, Destino osservò soddisfatto il decollo della Eagle dal terreno lunare. Cap. 11 Invenzione del Pacemaker Destino doveva fissare, per ciascun vivente, la data e il momento della sua morte. Tuttavia, in non pochi casi, non era contento di doverlo fare poiché l’età della loro morte anticipava, e non di poco, l’età media alla quale le persone venivano chiamate. Dall’analisi della linea temporale terrestre, si avvide che un orologio di “giusto tempo per l’evento” aveva la sua lancetta che si avvicinava a tale momento e contemporaneamente, la linea temporale mostrava una derivazione con un’altra linea apparentemente incongruente, ma che aveva effetto in tutt’altra direzione. Analizzando questa derivazione e le sue notevoli conseguenze future notò che l’evento che si stava per realizzare poteva influire sulla durata della vita delle persone destinate a morte anzitempo. Purtroppo qualcosa stava ostacolando la nascita dell’evento atteso. Per poter iniziare una missione, era però necessario attendere lo sviluppo della linea temporale principale dalla quale si dipartiva l’altra linea diretta nella direzione da Lui desiderata. Cominciò pertanto a seguire su un monitor, gli eventi della linea principale cercando il punto ottimale dove intervenire per accelerare la cosa in modo che l’evento avvenisse esattamente quando destinato. Scienziato (in questa occasione era un gruppo di tre studiosi: Si trattava di Bardeen e Brattain della squadra guidata da Shockley). Nell’anno 1947 lavorava in un importante laboratorio di ricerca elettronica (Bell). Si trattava di una ricerca finalizzata a trovare una tecnologia diversa dai tubi elettronici (valvole termoioniche) per amplificare i segnali elettrici. La ricerca era motivata dai problemi di consumo elettrico e di affidabilità non a lungo termine dei tubi elettronici e per le comunicazioni internazionali, data la difficoltà di intervenire sui cavi sottomarini, era dunque importante trovare sostituti ai tubi elettronici e altrettanta importanza aveva per i militari che volevano apparati radio robusti, leggeri e affidabili a lungo termine. Mentre il direttore della ricerca (Shockley) studiava le cose a livello teorico, i due esecutori operavano su una piastrina di germanio facendo misurazioni di vario tipo, senza però venire a capo della faccenda. Destino decise allora di intervenire. Convocò Caso, che, come sappiamo, per puro caso si trovava già lì e già conosceva, sempre per caso la sua missione. Caso interpellò Possibilità che fornì il suo consenso attivando Probabilità, che a sua volta fece intervenire Fortuna. Fortuna fece intuire ai due ricercatori il tipo di misurazioni che andavano eseguite per risolvere il problema. - Guarda qui, Bardeen, le piccole variazioni di corrente che immettiamo nella piastrina che funge da base di lavoro, vengono riprodotte, più grandi e invertite di fase sull’elettrodo di alimentazione negativa. Il 30 Giugno del 1949 venne annunciata al mondo l’invenzione del transistor a punte di contatto. Destino osservò la lancetta posizionarsi esattamente sulla linea “giusto tempo per l’evento”. Ora però si trattava di intervenire di nuovo circa il problema iniziale, cioè quello di prolungare certe vite della nuova misura stabilita da Destino stesso. Scienziato (in questa occasione l’ing. Wilson Greatbatch), venuto a conoscenza dell’invenzione del transistor, perfezionò la sua laurea con un master per utilizzare la nuova invenzione al fine di rilevare e amplificare i segnali elettrici del cuore nel caso delle aritmie cardiache. Destino, dalla sua console, rilevò che Scienziato lavorava su una strada sbagliata, per il Suo scopo. Così, senza un intervento del destino, Le persone che avrebbero dovuto vivere ancora un poco sarebbero dovute morire anzitempo. Pensò allora di convocare Caso, il quale, per puro caso, era già entrato nella sala e sempre per caso, conosceva già la sua nuova missione. Caso, sentito il parere positivo di Possibilità, inviò in missione, nel laboratorio di Scienziato, Sfortuna e Fortuna insieme. La seconda doveva mettere bene a punto l’intervento della prima. Scienziato progettò il dispositivo rivelatore usando i nuovi transistors, ma nel calcolo di una resistenza, Sfortuna intervenne causando una svista che dette a tale resistenza un valore errato. Inserita tale resistenza nel circuito rilevatore, Sfortuna lasciò il posto a Fortuna la quale intervenne su Scienziato, nel momento in cui accese il dispositivo e sull’oscilloscopio, invece del battito cardiaco, vide una serie di impulsi alla frequenza standard dei battiti cardiaci. Inizialmente perplesso per il comportamento inatteso del dispositivo, fu però illuminato dal valore della frequenza degli impulsi e cambiò immediatamente il fine del suo dispositivo. Con quel valore sbagliato di resistenza, l’apparecchio poteva essere usato, non per rilevare le aritmie ma piuttosto per stimolare un cuore aritmico dandogli il giusto segnale di tempo per funzionare regolarmente. Era nato il pacemaker. Le verifiche sperimentali assieme ai chirurghi diedero esito positivo. Il dispositivo fu brevettato. Destino osservò compiaciuto che Morte si teneva lontana dalle persone con il pacemaker impiantato, fino al momento per loro destinato. Capitolo 12 la personalità dell’Uomo è innata oppure viene formata? Uomo si rivolge a Scienziato, impersonato qui dal trio (James Watson, Francis Crick e Rosalind Franklin scopritori della doppia elica del DNA). - Caro scienziato, solitamente sei tu che ti rivolgi a me, ma stavolta ho una curiosità che forse tu puoi soddisfare. Per quanto attiene alla personalità individuale, è mia convinzione (forse non esatta) che la personalità venga formata, nel bambino molto piccolo, da una quantità di fattori esterni, come, ad es. L’educazione impartita dai genitori, dalla scuola, anche come ambiente di comunità oltre che di insegnamento, dall’influenza dei mass media, la TV in particolare, le amicizie, i genitori degli amici e quant’altro; insomma dal suo contesto sociale dove vive e cresce. Tale convinzione nasce da quanto vedo nei bambini che, crescendo, diventano prima ragazzi e ragazze e poi uomini e donne e molto spesso somigliano, nel comportamento ai propri genitori. Tuttavia osservo delle curiose deviazioni da tale tendenza e allora, mi sorge, a volte, il dubbio che possa esservi dell’altro che non conosco o non capisco (a parte l’infedeltà della donna). - Caro Uomo, mi fa piacere che tu ti rivolga a me di tua iniziativa. La questione che sollevi, non è di poco conto. Potrei darti una risposta immediata, certa e concisa, ma sono certo che non ne saresti soddisfatto, allora ti devo delle spiegazioni, innanzitutto come premessa alla mia risposta e successivamente come epilogo. Ma cerchiamo di non tirare in ballo la Filosofia altrimenti non finiamo più. Come sai, Noi (non è plurale maiestatis ma è che siamo in tre) siamo gli scopritori della doppia elica del DNA. Per questo, esclusa la donna, noi due abbiamo avuto il Nobel per la medicina nel 1962. La donna non c’era perché è prematuramente morta di cancro a 38 anni, tuttavia il suo apporto determinante non è stato riconosciuto, post mortem, al momento della premiazione a causa di una scorrettezza di Watson nei suoi riguardi che non sto qui a dettagliare per non dilungarmi troppo. Dunque, riprendendo il discorso di prima, dopo la scoperta del DNA si è proceduto, prima alla sequenziazione dei geni e successivamente alla mappatura completa del DNA umano, composto da circa tre miliardi di elementi. E qui arriva il bello, poiché, circa gli animali ed in particolare, sono stati studiati i cani, dei quali è stato sequenziato e mappato il DNA ed è risultato che esistono dei geni che predispongono l’animale alla ferocia o alla calma. Dunque, se un cane nasce con tali geni nel suo DNA, sarà, al di là dell’addomesticamento, un cane cattivo. Ad esempio del tipo che azzanna il bambino del padrone se gli torce la coda, mentre un altro cane, senza i geni cattivi, si limita a fuggire abbaiando e guaendo e continua ad abbaiare al bambino se questo mostra di avvicinarsi, ma senza azzannare, limitandosi solo a spaventare il piccolo. Ora, parlando di cani, il discorso è semplice e non solleva questioni; molto diverso è il discorso se si parla di persone. La scoperta di geni “malvagi” nel DNA umano solleva complicate questioni di etica, di morale e di religione. A proposito di religione, i cattolici conoscono la parabola del buon grano e della zizzania. Il mondo è il campo dove Dio ha seminato del buon grano (le persone buone), ma al momento della fruttificazione, i servi scoprono, nel grano, la zizzania (quelle cattive). I servi credono al padrone che dice loro che è stata opera del nemico che nottetempo ha seminato la zizzania. Ma facciamo un discorso diverso, cioè immaginiamo che non si tratti affatto di zizzania ma di un tipo di grano difettoso dove, nel campo, nascono, in gran parte buone spighe ma anche, in parte minore, pessime spighe con poco frutto o addirittura marce. Eppure il seme è stato acquistato tutto della stessa partita, allora come mai accade questo? Ecco, diciamo che tra i geni di alcuni dei semi compaiono quelli cattivi. Allora cosa fare? La soluzione migliore è quella di far crescere e fruttificare tutto il campo e poi, al momento della mietitura, si elimineranno le spighe difettose bruciandole mentre la massa di quelle buone andranno in granaio. Ma questa, per un campo di grano è una soluzione, in quanto le spighe cattive non danno gran fastidio a quelle buone, a parte il fatto di sottrarre loro un poco di nutrimento, ma la terra è tanta e non succede nulla. Fuor di metafora, tornando all’uomo, il discorso è molto diverso in quanto l’uomo cattivo fa del male ai suoi simili, addirittura li uccide e spesso uccide più persone, cosa che le spighe cattive non fanno. Allora, secondo Natura, dovremmo lasciar fare loro del male senza intervenire, assistendo inerti alle loro malefatte? Ma l’uomo non è fatto per questo; il suo innato senso della Giustizia interviene, ma qui viene il bello, anzi il brutto perché abbiamo due tipi di persone nel mondo, vi sono i buonisti, cioè molti che perdonano o che offrono una seconda occasione ai cattivi e anche una terza occasione e ci sono i rigorosi e severi che esigono piena giustizia e anche la pena di morte per gli assassini. A questo punto il discorso prende necessariamente una piega politica poiché la parte sinistra dell’umanità è buonista e permissiva, mentre la parte destra è rigorosa e severa e così avviene, naturalmente, che chiunque abbia cose da nascondere o sappia di comportarsi non troppo bene, darà i suoi voti a sinistra assieme ai buonisti che faranno altrettanto per loro predisposizione permissiva, mentre gli altri voteranno a destra per far valere pienamente la Legge e l’Ordine. Chi ha ragione tra i due tipi di persone? Si comprende bene la complessità della questione. Il fatto che subentri la politica in questo, complica terribilmente il problema in quanto, a causa della politica, il problema non può avere alcuna soluzione. Infatti quando governerà la sinistra si avranno leggi permissive ed ai criminali verranno riconosciuti dei diritti con pene leggere e facilitazioni di pena tipo, ad es.: licenze, permessi premio, sconti di pena, indulti, amnistie ecc. Mentre quando governerà la destra si avranno leggi severe, col minimo dei diritti umani. Allora si comprende bene chi voterà per chi. Poi ci sarebbe anche da fare un complicato discorso sull’etica per le conseguenze della manipolazione dei geni da parte di noi scienziati. Il nostro massimo scopo è quello di favorire l’umanità. Potrebbe essere possibile, per esempio, mappare il DNA di un nascituro quando si trova ancora nella fase di morula, quando cioè le prime otto cellule del futuro embrione non sono ancora differenziate. Da qui scoprire se il nascituro ha predisposizioni genetiche a un qualche tipo di malattia ed in tal caso, correggere il suo genoma. Chi non vorrebbe dei figli perfettamente sani? Ma poi le pretese potrebbero aumentare e certamente lo faranno. Allora ci saranno genitori che pretenderanno un figlio biondo, con occhi azzurri, maschio o femmina con caratteristiche sessuali nettamente marcate così da non incorrere nel fenomeno dei gay o delle lesbiche o dei transessuali, alto, slanciato ma soprattutto sano di corpo e di mente e magari anche più intelligente della media. Ma potrebbero esistere, grazie all’utero in prestito, anche coppie omosessuali che pretenderebbero un figlio gay o una figlia lesbica. Ma dato che ogni medaglia ha il suo rovescio, naturalmente subentreranno i militari nelle ricerche per avere ottimi combattenti, ottimi tattici e ottimi strateghi e naturalmente, la parte militare della ricerca avrà il sopravvento e così com’è accaduto per l’energia nucleare, prima delle centrali atomiche si è costruita e usata la bomba atomica. Così, prima degli usi civili a buon fine ci saranno gli usi militari, con tutto quello che ne potrebbe conseguire. Insomma, per concludere il discorso, pur lasciando, per brevità, in sospeso una quantità di questioni morali, etiche e religiose, possiamo dire che, certamente, l’educazione, la scuola, i genitori insomma tutto il contesto sociale in cui si sviluppa un bambino o una bambina, forniranno un’impronta importante nell’infanzia e nell’adolescenza, ma, nel lungo termine, nell’età pienamente adulta, emergeranno gli effetti del suo genoma e vinceranno su ciò che era prima il ragazzo. A ulteriore dimostrazione di quanto affermo, ricordo un particolare metodo di insegnamento, possibile solo a menti superiori; questo metodo si chiama “Maieutica” ed è stato inventato da Socrate (una mente decisamente superiore). Alla base del metodo, dice Socrate, c’è il fatto che noi sappiamo già tutto, dentro la nostra mente; si tratta solo di riuscire ad estrarlo e farcelo scoprire da soli ed il maestro non deve insegnare o spiegare assolutamente nulla, deve solo guidare, con una serie di opportune domande, l’allievo a scoprire da sé, nella sua sola mente, la nozione che si sarebbe dovuta spiegare con i normali metodi d’insegnamento. Improvvisamente l’allievo scopre da solo, con stupore, la nozione che il maestro intendeva far riemergere dal suo inconscio già sapiente. Come esempio pratico, Socrate parla con un suo conoscente, un certo Menone e gli dice: Mandami un tuo servo, il più ignorante di tutti, ed io ti dimostrerò che egli già conosce il teorema di Pitagora senza che nessuno glielo abbia spiegato prima. Menone gli mandò un servo analfabeta e Socrate, facendo solo una serie di domande al servo, lo portò a scoprire in sé stesso il teorema di Pitagora. Poi disse allo stupito Menone: “ ho forse io fornito la minima spiegazione al tuo servo? No di certo, rispose Menone, hai fatto solo domande e lui ha dato solo risposte. Dunque, disse Socrate, vedi che la conoscenza è innata dentro di noi. Il maestro serve solo a risvegliare le nozioni che in noi dormono, ma sono già presenti. Ecco, questa è la mia risposta, adesso traine tu le conclusioni, come preferisci. Mentre Destino osservava le molte linee temporali, ALTO, compiaciuto dal comportamento della Sua catena di comando e controllo, si sdraiò su una nuvola e si concesse un profumatissimo sigaro di S. Pedro riposando tranquillo mentre i suoi dipendenti lavoravano secondo quanto disposto dal suo delegato: Destino. ALTO si disse di avere offerto all’Uomo possibilità immense, tutte utilizzabili nel Bene e nel Male, ma io l’ho reso, entro i limiti della logica, libero e potrà fare ciò che vuole senza la MIA interferenza, almeno fino al termine della specie umana ed il suo rimpiazzo con un altro tipo di specie intelligente che comincia già a prendere forma umanoide. Fine (per ora…)

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