martedì 18 giugno 2024
VITTORIA DI VANNACCI
E' giunta oggi la notizia della fine della causa intentata dalla Egonu contro il Gen. Vannacci per diffamazione.
Il giudice ha deciso di dare ragione a Vannacci dicendo che ciò che ha scritto non costituisce diffamazione.
Dove la sinistra ha grande seguito, la verità che non piace, non si può dire.
La Egonu, al di là dei suoi meriti sportivi per i quali la ammiro come sportiva, ha dunque sbagliato nel sentirsi offesa.
Il gen. Vannacci, ovviamente, non si riferiva personalmente a lei nel suo famosissimo best seller.
E' evidente a tutti come determinate persone che sulla carta sono italianissime, nella realtà fattuale sono perfettamente distinguibili dalla etnia italiana, tanto che in prima battuta e senza sapere niente, quando noi, italiani veri, ne incontriamo una, non pensiamo affatto che possa essere italiana. E' esattamente questo che il Vannacci voleva significare e questa è una verità sacrosanta e non esistono pezzi di carta di origine solo burocratica, che ne possano sancire la vera italianità.
I veri italiani siamo noi, con le nostre fattezze somatiche che seppure diverse dal nord al sud ci identificano comunque come italiani veri.
Toto Cutugno docet fin dal 1983.
lunedì 17 giugno 2024
SANZIONI
SANZIONI
S'avvereran le più nere previsioni,
se i governi non tolgon le sanzioni.
Così la Russia il suo gas ci ridarà
e tutto come prima tornerà.
Ma se i governi non tolgon le sanzioni
l'Europa finirà a rotoloni,
e l'Italia, assai in particolare,
finirà tutta quanta sotto il mare,
il mare dei debiti insoluti
e ce ne andremo con tanti saluti.
il mondo al contrario
Non entro nel merito dell'affair Toti in quanto non ho seguito la cosa dalle origini; entro invece nella faccenda Salis, salita agli onori della cronaca per il suo brusco e ritengo ingiustificato, trattamento della giustizia, causato dal suo intervento manesco contro la polizia ungherese.
La Salis merita una pagina nel famoso libro del generale Vannacci:"il mondo al contrario", in quanto chi va a fare casino all'estero viene premiato (dai verdi-sinistra), sottratto alla giustizia e perfino stipendiato. Ma chi l'ha eletta? il nome non era su nessuna scheda elettorale. Perché chi non è eletto può essere chiamato a rappresentare l'Italia in Europa? E poi con quale motivazione di alto profilo? Se avesse fatto in Italia quello che ha fatto in Ungheria, secondo me sarebbe ancora agli arresti, magari domiciliari. Invece, avendolo fatto in Ungheria, è divenuto un caso politico da premiare, ma solo per i verdi-sinistra, in quanto è ormai ben noto che questi proteggono chi va contro la legge, basta guardare alla marea di leggi messe a terra dalle sinistre a protezione dei delinquenti in nome del cosiddetto "garantismo", "privacy" e antigiustizialismo. Leggi, purtroppo ancora in vigore che fanno sì che chi osa difendersi da un'aggressione in casa, per proteggere se stesso ed i propri affetti, con conseguenze gravi o fatali per gli aggressori, deve poi subire le spese ed essere perseguito, anzi perseguitato penalmente dalla legge.
Addirittura, perfino i poliziotti armati in servizio, devono stare attenti all'uso delle loro armi (ma allora perché gliele danno?) per non andare poi in galera per essersi difesi o aver difeso qualcuno. Io ripristinerei il "terzo grado" e la pena di morte agli assassini volontari, soprattutto quelli seriali, così che non possano più farlo davvero.
Vannacci ha pienamente ragione. E' proprio il mondo al contrario!
Ma quando si metterà mano a tali umanamente ingiuste leggi per correggere questa "sinistra" anomalia? Quando, le cosiddette "toghe rosse" cambieranno colore divenendo di un colore neutro, come il grigio, al fine di portare la giustizia ad un livello più umanamente comprensibile e meno politicizzato?
Il senso comune di giustizia vorrebbe che il criminale fosse sanzionato, sempre, ma le leggi della sinistra agiscono contro il comune sentire della gente che segue, in massima parte, come legge morale inserita nel nostro DNA, l'obbedienza ai comandamenti: Non rubare, non ammazzare, non dire falsa testimonianza ecc. Ma l'essere votati, per certa politica, ha valore assai maggiore del comune sentire della gente e allora, per avere i voti della parte meno "scrupolosa" della popolazione, nella certezza che poi questi voteranno per loro, quando sono al potere promulgano leggi che li proteggono contro la maggioranza del popolo. Ora, data la quantità non trascurabile di gente sinistra, che vota a sinistra, mi viene fatto di pensare che la gente "sinistra" sia molta, anche se oggi, per fortuna, non è più la maggioranza. Ma la destra deve riformare le leggi eccessivamente garantiste al fine di richiudere, almeno in parte, la forbice aperta dalle leggi vigenti tra la vera Giustizia e la Legalità.
Questi sono due concetti diversi, che molti confondono tra loro: la Giustizia è una cosa, la Legalità un'altra e oggi tra queste due cose che dovrebbero coincidere è stata aperta un'inammissibile forbice. Ma ciò che più mi pare strano è che quando si tenta di avvicinare tra loro questi due concetti ecco che arriva,immancabile, dalle sinistre, l'insulto del Giustizialismo che suona, per loro, come una parolaccia. Un esempio storico ed eclatante della distanza tra Legalità e Giustizia è stato il comportamento della regina Semiramide, infedele sposa e ninfomane che essendo, per questo, criticata dal suo popolo, ha pensato bene di rendere legale l'immoralità:
"«La prima di color di cui novelle
tu vuo' saper», mi disse quelli allotta,
fu imperatrice di molte favelle.
A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.
Ell' è Semiramìs, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che 'l Soldan corregge."
Dante, Inferno canto V.
domenica 16 giugno 2024
Esiste DIO?
Sono dispiaciuto che si tratti di un monologo, ma purtroppo, alla mia età, capita sovente di essere soli in certi contesti, anche se si ha ancora la fortuna si avere la famiglia. Non certo quella d’origine, ma quella acquisita col matrimonio ed i figli e poi i nipoti ecc. Ma questi non possono o non vogliono partecipare alla meditazione sugli argomenti che ho dovuto pensare da solo, pur raccogliendo molti spunti d’ispirazione sia da Wikipedia che da altre fonti su Internet (Focus, You Tube, Twitter, Google, siti scolastici ecc.) e ringrazio tutti coloro che, sia pure inconsapevolmente, mi hanno aiutato a meditare su ciò che segue. E se qualcuno volesse esprimere le sue critiche, in qualche modo, liberissimo di farlo. Buona lettura.
Prima domanda: ESISTE DIO? SI O NO?
E poi,
2° Da dove veniamo?
3° Che ci facciamo su questa Terra?
4° Esistono altre terre con esseri senzienti?
5° Dove andiamo dopo la nostra morte?
6° Se esiste un dopo, dov’è?
Queste le domande esistenziali, che da tempi immemorabili l’Uomo si è posto senza trovare una risposta certa e accettata da tutti.
S. Anselmo è entrato con la forza della Logica nella questione fornendo la prova “ontologica” tentando, da un lato, di dimostrare logicamente l’esistenza di Dio e dal lato opposto, dimostrare l’impossibilità della Sua non esistenza.
Personalmente, dopo le considerazioni che seguono, ritengo di SI e vediamo come.
https://www.google.it/search?source=hp&ei=Xt0_XbqmEobykwXGiZ6oCw&q=proslogion+pdf
La questione è stata riesaminata sotto l’aspetto logico, prima da S. Tommaso D’Aquino e poi da Leibniz che hanno affinato la logica di S. Anselmo.
Lo scienziato Stephen Hawking, detto il padre dei buchi neri, è entrato recentemente nella diatriba pretendendo di spiegare scientificamente la non necessità dell’esistenza di un dio creatore e concludendo quindi che Dio non esiste. Tuttavia la sua spiegazione non fornisce la controprova, come invece avevano fatto S. Ansemo e gli altri seguaci della “scolastica”. Inoltre la sua spiegazione è supportata dal suo personale carisma più che dalla vera logica proposizionale .
In merito alla prima domanda fornisco le risposte assolutamente contraddittorie di due scienziati di grido: Margherita Hack e Antonino Zichichi.
La prima dice: “Assolutamente NO!”
Il secondo dice: “Assolutamente SI!”
Dunque, in ragione del principio logico di non contraddizione, possiamo serenamente e con assoluta certezza asserire che gli scienziati non lo sanno! Dato che la contraddizione, in un teorema o una tesi è sempre inammissibile. Comunque, per loro due si tratta, mi pare, più di personali convinzioni di fede opposta che di veri logicismi.
E’ noto alla scienza, come una singola contraddizione sperimentale di una teoria che pure abbia ricevuto migliaia di altre conferme sperimentali, sarà ineluttabilmente invalidata o quantomeno attenuata da quell’unica contraddizione. Ecco un esempio clamoroso: La teoria di Newton sulla gravitazione universale. Tale teoria (Meccanica celeste) ha avuto milioni di conferme ed è tuttora utilizzata, sia pure con maggior cautela, conoscendo anticipatamente i fattori che non disturberanno i risultati dei calcoli. Una esperienza contraria (ma ve ne sono altre) si è scoperta in una particolarità nell’orbita di Mercurio e con la teoria di Newton questa risulta inspiegabile, ma poi è arrivato Einstein con la sua teoria dello spazio-tempo e della gravità che lo incurva ed è giunta così la spiegazione di tale particolarità nell’orbita di Mercurio e la supremazia di Einstein su Newton.
Tuttavia, riprendendo la discussione sulla prima domanda a livello scientifico, un logico matematico di indiscusso valore: Kurt Friedrich Godel, ha ripreso in mano la questione della prima domanda e ha dimostrato, negli anni '70 dello scorso secolo XX, pur senza pubblicarlo in vita per ragioni personali, la necessità dell’esistenza di Dio (vedi il link sotto per analizzare la dimostrazione ontologica di Godel eseguita con la moderna tecnica della Logica Modale). Egli, tra l’altro, ha dimostrato il teorema di incompletezza e indecidibilità degli apparati logico-matematici, mandando così in fumo il programma Hilbertiano (una serie di problemi matematici ancora irrisolti al suo tempo. Poi qualcuno di questi è stato risolto) e la validità della Matematica stessa. La cosa ha fatto asserire al grande logico-matematico Bertrand Russel la frase: “La Matematica è la sola scienza esatta in cui non si sa mai di cosa si sta parlando né se quello che si dice è vero.”
http://disf.org/timossi-prova-ontologica-godel
In quanto alle considerazioni fatte dall’ Hawking, in un video di You Tube, che ho ascoltato con attenzione, in realtà esse fanno sì che la questione fondamentale, la risposta alla Prima Domanda, sia, in realtà, una non risposta in quanto si limita, non alla dimostrazione logica della non esistenza di Dio, ma piuttosto allo spostare il problema ad un ulteriore livello di complessità. (Questo concetto sarà chiarito nel seguito parlando dell’uovo e della gallina).
D’altra parte esiste più di uno scienziato che dice SI e altri che dicono NO. Dunque i loro detti sono fallaci proprio in forza e senza alcuna possibilità di obiezioni, del principio logico suddetto, peccato che tale principio logico venga poi contraddetto dalla Meccanica Quantistica.
Comunque, oggi la Scienza si adopera per escludere Dio dalla creazione.
Ovviamente i credenti, con la loro Fede, dicono di si; mentre gli atei, secondo le loro non credenze, dicono di no. Ma il punto è che tra i si ed i no, una risposta univoca, esauriente ed esaustiva, sia sul piano scientifico, da parte degli scienziati, Hawking compreso, sia sul piano logico, da parte dei filosofi, all’Uomo non viene fornita (eccetto la prova di Godel che è un miglioramento logico formale della prova di Leibnitz.).
Questo tema, com’è noto, è stato lungamente dibattuto, sia prima di Cristo che dopo Cristo da giganteschi filosofi e teologi, tutti latori di raffinati pensieri e tuttavia il problema è rimasto sia scientificamente sia logicamente quasi insoluto. Una soluzione ha iniziato a fornirla S. Anselmo d’Aosta:
Diceva S. Anselmo d’Aosta: (Proslogion cap. 2-3) “Nos credimus Te esse aliquid quo nihil maius cogitari possit” (assioma). Egli, tentava di dimostrare ontologicamente, o meglio logicamente, la necessità dell’esistenza di Dio (cap. 2) e, per contro l’impossibilità della non esistenza di Dio (cap. 3). Il ragionamento è stringente e raffinato e non si lascia influenzare da altro che dalla logica.
Il pensiero suddetto di S. Anselmo estrapolato dal suo contesto, ci riconduce al concetto matematico di “infinito” (nihil maius cogitari possit) nel senso aristotelico del termine: infinito potenziale, diverso concettualmente dall’infinito in atto. S.Anselmo intendeva dunque dire che se noi immaginiamo qualcosa di immensamente grande, Dio lo è ancora di più e comunque noi estendiamo la nostra immaginazione su qualcosa di ancor più immenso, Dio lo supererà sempre in grandezza (concetto di infinito potenziale).
Tale concetto è simile, in analisi infinitesimale, al concetto di ”M” che è un numero incredibilmente grande, tanto che qualsiasi valore, per quanto sterminato, noi tentassimo di assegnare ad M, questo, dispettosamente, diverrebbe subito maggiore della quantità da noi assegnatagli in una rincorsa infinita. Come nella fantasiosa “gara di matematica” dell’immaginario padre di Zavattini (episodio tratto dal libro “L’Infinito di G. Lombardo Radice) il quale, dopo una lunga ed estenuante preparazione per pronunciare (tutto d’un fiato) il numero più grande possibile e dopo, a fine gara, aver creduto, grazie ai lunghissimi applausi del pubblico, nella palma della vittoria, è stato battuto da un qualsiasi Binacchi del pubblico che ha ribattuto: ”più Uno!”.
Democrito non credeva, così come la Hack e Hawking, nell’esistenza di un Creatore. (Dice Dante: “Democrito che ‘l mondo a caso pone” (Divina Commedia, Inferno canto IV)) ma è stato contraddetto da Einstein al quale è attribuita la frase: “Dio non gioca a dadi con l’universo” intendendo dire, contrariamente a Democrito, il quale riteneva la Natura una cosa spontanea e casuale, che invece essa segue una logica assolutamente rigorosa, deterministica. La frase di Einstenin implica però anche il suo credere, in qualche modo, nell’esistenza di Dio, anche se la sua frase voleva solo essere una critica alla prima nascita della meccanica quantistica, (alla quale egli stesso ha fornito un importante contributo ricevendone il premio Nobel) la quale presenta aspetti sconcertanti dal punto di vista della logica matematica di tipo deterministico, alla quale siamo usi nel nostro macrocosmo (una delle cose più sconcertanti è la questione dell’ entanglement tra particelle, in forza della quale due particelle in tale stato (entangled), anche se separate da distanze galattiche, si scambiano istantaneamente informazioni sulla loro variazione di stato, contraddicendo apparentemente il postulato fondamentale di tutta la teoria della relatività, secondo la quale nulla può superare la velocità della luce). Tuttavia, la nuova meccanica quantistica contraddice proprio il principio di non-contraddizione in quanto, in tale disciplina, si inserisce lo stato di “sovrapposizione” (super-position) che Schrödinger ha macroscopicamente illustrato con il famosissimo paradosso del gatto che può essere contemporaneamente sia vivo che morto. Vedi il link qui sotto per comprendere tale paradosso:
http://www.andreaminini.org/fisica/meccanica-quantistica/il-paradosso-del-gatto-di-schroedinger
Gli scienziati dunque, come già detto, non riescono a fornirci la prova provata dell’esistenza di Dio. Tutt’al più Godel ci garantisce la necessità della Sua esistenza («Dio esiste necessariamente, come volevasi dimostrare») vedi il link già espresso più sopra e che qui riporto per praticità e che si conclude con la frase sopra espressa tra parentesi e virgolette, che interpreta la fine della dimostrazione godeliana:
http://disf.org/timossi-prova-ontologica-godel
La scienza può benissimo studiare l’argomento, sia sul piano della logica che su quello della scienza sperimentale. Non sarà forse, un mio lieve sospetto, che questa sia, sotto sotto, una delle tante ragioni per cui si è costruito il mostruoso LHC (Large Hadron Collider) del CERN che ci ha mostrato, nelle intenzioni dei fisici, la famosa “particella di Dio” (il bosone di Higgs) che secondo le ultime teorie fisiche, determina la massa dei corpi e quindi tutto ciò che ne consegue. L'Uomo cerca così di tornare indietro nel tempo fino al primissimo istante della Creazione dell'Universo (cosa non gradita al papa Giovanni Paolo II che ha chiesto agli scienziati di non indagare sull’origine prima dell’universo poiché significherebbe indagare su Dio (ma non è proprio ciò che indagano i teologi?). Più che tornare indietro nel tempo, si cerca, con il LHC di ricostruire le primissime fasi della Creazione, quando, improvvisamente, dal nulla della materia, dell’energia, dell’esistenza della logica (ergo della matematica) e di qualunque legge fisica, dal nulla dell’esistenza dello spazio e del tempo, delle dimensioni, dei concetti, insomma dal Nulla di Tutto, ecco esplodere, il Tutto nel Nulla, da un infinitesimo puntino, il Tutto, in un concentrato inconcepibile e infinitesimale d’energia che esplode propagando le sue Quattro (e forse più) dimensioni alla velocità della luce, tipo una sfera di dimensioni sempre maggiori, che respinge con forza, fuori dalle sue frontiere, il Nulla o il Caos primordiale, comprendendo e mantenendo al suo interno, la logica, le sue ferree regole e le immutabili leggi fisico-matematiche, lo spazio-tempo e le sue dimensioni, le onde elettromagnetiche (Fiat Lux e Luce fu) la materia, incredibile concentrato di energia, come ha dimostrato Einstein, con la sua massa, la gravitazione, l’energia e la sua regola di base (non si crea né si distrugge, ma si trasforma). Ed è proprio qui, in questi primissimi istanti di vita del Tutto, che forse l’Uomo cerca di carpire l’istante della visione di una traccia residua della “divina Mano Creatrice” nell’atto di ritrarsi appena creato l’Universo, appena dato il primissimo avvio al BIG BANG. Una cosa analoga fanno gli astronomi e gli astrofisici che utilizzando telescopi e radiotelescopi sempre più potenti al fine di spingere lo sguardo in sempre maggiore profondità nell’universo ricercano le primissime fasi della sua creazione.
Ma se la “mano di Dio” si ritrae dall’Universo appena appena creato, significa come dire che ne sta fuori. Cioè Dio non è nell’universo che ha creato ma ne è restato fuori, nel Nulla, oppure nel Caos totale dal quale ha tratto l’universo. E che cosa separa allora, con tale invincibile forza, ciò che è dentro da ciò che è fuori di questa sfera spazio-temporale che, da inconcepibili ere, continua ad espandersi nel Nulla (o nel Caos) respingendoli alla velocità della luce? (ma non da ciò che è fuori da ciò che è dentro, secondo me. Tornerò più avanti su questo intrigante argomento). Tale confine invalicabile verso l’esterno, mi sembra somigliare tantissimo all’orizzonte degli eventi di un buco nero. Il nostro Universo è forse un buco nero super super massiccio? Ma, ci dicono gli astrofisici che la gravità in un buco nero è mostruosa, disintegra tutto con le sue incredibili forze mareali. Come possiamo noi esistere in un buco nero? La risposta potrebbe essere di una semplicità disarmante: nel centro di massa di qualsiasi corpo celeste (e di qualsiasi corpo in generale) e dunque buchi neri compresi, la gravità vale Zero (Virgilio risponde: “Quand'io mi volsi, tu passasti 'l punto / al qual si traggon d'ogne parte i pesi” (il centro della terra). Dante, Inferno canto XXXIV. Dante dunque sapeva che al centro della Terra la gravità è nulla, in contrasto alla credenza della fisica classica pre-einsteniana che ritiene che avvicinandosi al centro della Terra la gravità aumenta.
Viene da pensare: Ma prima di tale istante, cosa c’era, e cosa c’è esattamente al di fuori? E quanto tempo è passato, prima che l’universo venisse creato? Potrei rispondere che la domanda non ha alcun senso, dal momento che prima della Creazione, il Tempo (lo spazio-tempo) non esisteva e quindi non può esistere un “prima” della Creazione. Ma la nostra mente, inguaribilmente temporale (Franco Battiato), non riesce a concepire la non esistenza di un “prima”. Se si ammettesse l’esistenza di un prima, starebbe a significare che al di fuori dell’universo esistono un tempo ed uno spazio, magari di tipo Newtoniano o uno spazio-tempo Einsteniano. Ma ciò implicherebbe conseguenze che hanno del pazzesco (ne darò appena un cenno in seguito).
Dunque Dio, se esiste, sta fuori del creato in quanto se ne stesse dentro si troverebbe assoggettato e imprigionato dalle Sue stesse leggi che ha concepito senza possibilità di violarle in alcun modo, poiché la violazione, anche per breve tempo, di una qualsiasi legge fisica comporterebbe il totale collasso del creato per il crollo di tutte le altre leggi da essa conseguenti e ad essa antecedenti collassando Tutto nel Nulla o nel Caos primevo.
Così, fino ad ora non sono in grado di dimostrare l’esistenza o la non esistenza di Dio, tuttavia posso concludere, visto quanto appena detto, che Egli, esistendo necessariamente (Godel), deve anche necessariamente trovarsi al di fuori del nostro universo.
Dobbiamo ora chiederci se l’universo, a partire dal Big Bang, possa essersi creato da solo e dal nulla. La mia personalissima opinione è che in natura, non ho mai visto niente che si progetti e si costruisca da solo e dal nulla; vedo invece esattamente il contrario: le cose, abbandonate a sé stesse, senza una periodica manutenzione, vanno in decadimento e divengono inutilizzabili (vedi il ponte Morandi a Genova). Viceversa l’universo si automantiene con regole ferree e assolutamente immutabili ed inviolabili col trascorrere delle ere e col sorgere ed il terminare delle civiltà e delle specie dominanti. Col nascere ed il morire dei pianeti e delle stelle con tempi assolutamente inconcepibili dalla mente umana, qualsiasi mente umana. Questo contrariamente alle nostre povere leggi che sono violabilissime e mutevoli col tempo o meglio, con i tempi, secondo le logiche dei tempi che cambiano. Ma proprio questa violabilità e mutevolezza delle nostre leggi umane ci mostra impietosamente tutta la nostra fallacia nel redigerle. Dovremmo, non so come, imparare dalla natura a redigere leggi inviolabili ed immutabili nei secoli, ma ciò ci renderebbe degli dei.
Ma tornando al nostro tema dell’esistenza o non esistenza di Dio, mettiamoci un attimo nei panni di un progettista qualsiasi che abbia progettato e realizzato qualcosa: Ci verrebbe spontaneo, almeno per una volta, monitorare il nostro progetto in funzione ed osservarne il funzionamento “in vivo” anziché “in vitro”. Ma se Dio è il Grande Progettista dell’universo, e deve restarne fuori per non trovarsi intrappolato nelle Sue stesse Leggi, come può monitorare la Sua Creazione? Come osservarne il funzionamento? Evidentemente c’è un solo modo: Entrare, in qualche maniera, nel Creato ed essere quindi, sia pure temporaneamente, soggetto a tutte le Leggi da Lui stesso pensate e create.
Secondo varie religioni esistono persone che, ispirate da Dio, hanno proposto delle linee guida, delle regole o addirittura, delle leggi da seguire obbligatoriamente, come ad esempio il popolo ebraico con le leggi mosaiche. Penso, per esempio, al Budda. Oppure a Maometto o anche ai grandi e famosi profeti dell’ebraismo, ma tutti costoro erano soltanto “intermediari” rispetto alla divinità. L’unica religione che ha permesso a Dio di entrare in prima persona (anzi come seconda persona, secondo il cristianesimo trinitario) nel Suo Creato è quella cristiana poiché questa asserisce che Dio si è incarnato e fatto uomo per redimerci e offrirci il Paradiso nell’altra vita. Così, sarebbe stato possibile, al Grande Progettista, il monitoraggio temporaneo, grazie al Cristo, del Suo Creato, pur trovandosi assoggettato a tutte le Sue Leggi e con tutte le limitazioni di una persona umana (niente superpoteri, vista a raggi x, supervelocità o quant’altro), A Lui erano comunque stati attribuiti poteri taumaturgici; ma a tale proposito, và sempre ricordato che il Cristo non si è mai preso il merito dei suoi miracoli, ma ha sempre detto frasi del tipo: “La tua Fede ti ha salvato”, oppure : “ti sono rimessi i tuoi peccati” che per gli uomini dell’epoca significava la liberazione dai malanni che erano causati, secondo le loro credenze, dalle colpe del malato.
Queste ultime considerazioni ci porterebbero a ritenere confermata l’ipotesi del Dio al di fuori del Suo Creato. Inoltre, la frase “la tua Fede ti ha salvato” lascia intuire che Egli contasse su una capacità intrinseca e potente di autoguarigione inconscia, stimolata da un insieme di effetti placebo e intensa suggestione carismatica, in grado di attivare nascosti ed inconsci meccanismi formidabili, ma solitamente irraggiungibili, già esistenti in qualsiasi mente umana e non solo in quella del Cristo (in tal senso Egli rappresenta una primizia verso l’Uomo futuro, quando con l’evoluzione della specie, potremo avere il controllo volontario di tali meccanismi che hanno del miracoloso, oppure chissà, grazie al notevolissimo recente sviluppo delle neuroscienze, un qualche chip elettronico di interfacciamento tra conscio ed inconscio ci potrebbe condurre allo stesso risultato senza dover attendere centinaia di milioni di anni. Questa potrebbe essere un’interpretazione della frase “Emmanuele, Dio con noi” e dentro di noi).
Dunque, in conclusione, il Creato pare nato, in prima approssimazione, da un atto esterno ad esso. Resta da considerare se tale atto esterno dipenda da una Volontà suprema o potrebbe esserci dell’altro. A tale riguardo esiste un’ipotesi dell’ “universo oscillante”. Secondo tale ipotesi, un universo nato dal Big Bang, si espanderebbe fino ad un massimo, raggiunto il quale, sotto il potente richiamo della gravità complessiva di tutta la massa universale, comincerebbe a rallentare la sua corsa, arrestarsi e cominciare poi a ritirarsi verso il suo centro universale di massa dando così origine ad un “BIG CRASH” il quale proseguirebbe con un nuovo “BIG BANG” e così via all’infinito. Una tale teoria sembrerebbe escludere un intervento divino nella creazione, ma in realtà, il problema si sposta semplicemente all’indietro, un po’ similmente al vecchio problema dell’uovo e della gallina; chi è nato prima, l’uovo o la gallina? E’ ovvio che ragionando esclusivamente nei termini del contesto uovo-gallina, questo quesito appaia insormontabile, ma in realtà, si potrebbe asserire che, in merito alle galline, l’uovo è senz’altro nato prima della gallina, dato che la gallina nasce da un uovo. Peccato che per fare un uovo di gallina occorra proprio…una gallina. (ma alla fine del ragionamento si vedrà che è il contrario). Per capirlo, bisogna alzarsi di livello rifacendosi alla teoria evoluzionistica nel senso che la gallina, come tutti gli altri uccelli, discende evoluzionistacamente dai rettili, ma quest’ultimi sono ovipari, dunque l’uovo è nato prima della gallina. Allora il problema si sposta all’indietro: chi è nato prima, l’uovo o il rettile? Poiché i rettili discendono dai pesci e questi sono ovipari, L’uovo è nato prima del rettile. E così, risalendo all’indietro, la catena evolutiva, si scopre che è sempre l’uovo che nasce per primo, almeno fino al sistema riproduttivo per scissione. Infatti, dopo l’esperienza della riproduzione per scissione, con l’evoluzione delle specie, per la prima volta, un essere assai primitivo, per riprodursi, ha sviluppato e deposto le prime uova. Con queste è apparso di conserva, il seme fecondatore e quindi la primissima distinzione tra esseri maschio e femmina. La femmina è feconda ed il maschio è fecondatore. Persino l’essere umano, nasce da un uovo (ovulo fecondato) e da tale ovulo, nella sua crescita embrionale e fetale, ripercorre a velocità fantastica, in soli nove mesi, nel grembo materno, tutte le tappe dell’evoluzione a partire dalla primissima fase di riproduzione cellulare per scissione e poi con la fase pisciforme così via fino a diventare un feto umano vero e proprio. Tuttavia la faccenda della riproduzione per scissione agli albori della vita, alla fine delle fini ci costringe ad ammettere che la gallina è nata prima dell’uovo, Intendendo, con questo, che la Vita come la intendiamo comunemente tra maschi e femmine, è nata prima dello strumento che ne permette la nascita (uovo), poiché le cellule che si scindevano non avevano bisogno di uova, per farlo, assumendo quindi che la “gallina” è la cellula che si scinde, si conclude alla fine che la “gallina” è nata prima dell’uovo… Tornando allora al nostro curioso universo oscillante, ammesso e non concesso che sia effettivamente così, la domanda chiave è: Chi ha dato il primo impulso alle oscillazioni?
La mia conclusione è dunque questa:
D’accordo con S. Anselmo, Leibniz e Godel: DIO CREATORE ESISTE o è esistito o esisterà o tutte queste cose insieme a dispetto della nostra povera, misera ragione, pallido e insignificante riflesso della Luce Infinita di onniscienza e onnipotenza del Creatore.
2° Da dove veniamo?
Una canzonetta non troppo recente recita: “Siamo figli delle stelle”; vecchia canzone di A. Sorrenti e M. Bettelli. Ma questa è anche la teoria che và per la maggiore tra gli scienziati, per spiegare l’origine della vita sulla Terra quando, dopo il raffreddamento della crosta terrestre; in un posto così inospitale, desolato, privo di ossigeno e assolutamente sterile, dato che in tale fornace di rocce liquide non poteva esistere alcuna forma di vita, all’improvviso, con il formarsi della crosta terrestre, sono apparse, portate sulla Terra dai meteoriti, le prime spore e virus semi-minerali. Tali primordiali forme di vita in stato di sospensione per resistere alle condizioni estreme dello spazio esterno ad ogni biosfera per migliaia o milioni di anni, assieme all’acqua portata sulla Terra dalla caduta di innumerevoli comete o asteroidi sulla crosta terrestre, queste primordiali forme di vita che si sono poi avvalse dei complessi meccanismi automatici del feedback evoluzionistico, hanno dato vita ai primi microrganismi anaerobici e successivamente, col formarsi dell’ossigeno, grazie alla primitiva fotosintesi, ai regni vegetale ed animale. Ma anche questa spiegazione che parrebbe negazionista, in realtà non fa altro che spostare all’indietro i termini del problema. Vale a dire, dopo il BIG BANG; fenomeno di incalcolabile energia, principalmente termica e quindi in condizioni di assoluta sterilità universale, come si è formata la prima antichissima microcreatura vivente? Una prima, parziale risposta parrebbe arrivare dal virus detto “del mosaico del tabacco”. Tale creatura sarebbe una via di mezzo tra il regno minerale ed il regno animale. Dunque, se in forza di meccanismi elettrochimici ancora sconosciuti, un microscopico frammento di un qualche minerale riesce, col tempo, ad assumere una strana forma di vita come quella del virus del mosaico del tabacco e altri virus consimili, allora si potrebbe dare una qualche ragione naturalistica della vita nell’universo. Ma anche questo, a ben guardare, sposta solo il problema ancor più all’indietro, senza risolverlo veramente. Infatti, tutto il sistema evoluzionistico deve rispondere necessariamente a leggi di natura, leggi che sono state disposte, all’inizio dei tempi, ma disposte da chi? E tornando un momento alla prima domanda, esiste Dio? Tutte queste e altre considerazioni mi spingono verso l’esistenza di un Dio Creatore, nella convinzione assoluta che nulla di organizzato, si possa formare dal niente in modo “naturale” e spontaneo, come asserisce Democrito.
Ma Democrito è duro da battere poiché, secondo lui, avendo a disposizione tutto il tempo che si vuole (non tenendo conto dell’ipotesi detta “degli infiniti ritorni”), tutte le ere, i millenni a miliardi, i vari componenti dell’Universo potrebbero, per un breve momento, mentre vagano a caso nel vuoto, incontrarsi ed assemblarsi in un Universo funzionante. Allora qualcuno obietterà: “può anche darsi, ma solo per un breve momento, il momento successivo tutto si sfalderebbe sotto la stessa spinta che ha permesso tale brevissimo autoassemblaggio e tutto dovrebbe ricominciare dall’inizio per altri miliardi di millenni per un solo momento d’esistenza”. Al che il nostro Democrito, istruito sulla relatività einsteniana, potrebbe ribattere: “Tu consideri un momento del tuo tempo, ma quel momento, nella scala del suo tempo, potrebbe durare molte ere, molti milioni di millenni”. Come rispondere a questa intelligente risposta del nostro Democrito? Si potrebbe, per esempio, obiettare che per poter assemblare qualcosa, abbisogna di averne in mano tutti i componenti necessari e sufficienti, ma chi costruisce i componenti? I componenti dell’Universo devono essere degli oggetti assolutamente elementari, non nel senso “facili da capire” ma nel senso che si tratta, appunto, di elementi fondamentali, i mattoni dell’Universo, non composti da sotto-componenti ma esistenti completi in sé. Così possiamo, non tanto battere Democrito, poiché non ne sono all’altezza, ma almeno quella sua argomentazione a favore del mondo creatosi da sé a caso. Infatti, non disponendo dei “mattoni” che nessuno ha potuto creare se Dio non esiste, possono passare tutti i tempi eterni che non si potrà mai assemblare casualmente un bel niente. Concludendo, se non ammettiamo l’esistenza di Dio, non potremmo esistere neppure noi.
3° Che ci facciamo su questa Terra?
Tentare una risposta a questa domanda appare assai più complicato.
Purtroppo, la massima parte delle risposte ci perviene più dalle religioni che dalla logica. Si tratta, però, di risposte nebulose o addirittura di non risposte, come nel buddismo, poiché il Budda diceva di non interessarsi alla fine o all’origine del mondo per non perdere la sanità mentale, ma operare invece esclusivamente allo scopo di raggiungere la “Illuminazione”. Ma ammesso e non concesso che tale “illuminazione” qualcuno riesca a raggiungerla (senza ricorrere ad una lampadina) delle due l’una e tertium non datur: o nessuno al mondo l’ha mai raggiunta, neppure il Budda stesso (altrimenti da tale “Illuminazione” sarebbe già giunta a noi la risposta) oppure, anche con l’illuminazione dei più potenti “fari”, resta un angoletto buio dove è nascosta molto bene la risposta al 3° quesito. D’altronde il Creatore è molto bravo nel nascondere alle sue creature i segreti del Creato, anche con più veli uno sull’altro così che ogni volta che l’Uomo ne scopre uno, non si avvede o scopre solo successivamente o intravede che ce n’è un altro e un altro ancora e così via come le scatole cinesi. Basta guardare alle prime osservazioni del cielo eseguite nei tempi remoti di Ninive, dagli studiosi assiro-babilonesi e in tempi assai più recenti da Tolomeo. Essi avevano la sensazione di una Terra piatta e immobile e che tutto il creato le ruotasse attorno come se la Terra fosse il centro di tutto l’Universo; egocentrismo umano. Il primo velo è stato tolto da Copernico e confermato dalle osservazioni di Galileo Galilei, ma quanti millenni sono trascorsi, da Ninive, perché la scienza riuscisse a togliere il primo velo, ponendo il Sole al centro dell’Universo, per poi scoprire successivamente, tolto il secondo velo, che neppure il Sole è al centro dell’Universo. Poi, a togliere il terzo velo, è arrivato Isaac Newton, che con la sua Legge di Gravitazione Universale ha spiegato all’Uomo come funziona il cosmo. Ma se guardiamo alle sue definizioni di spazio e di tempo, scopriamo che un ulteriore velo nasconde la verità universale. Dice infatti Newton: “Lo spazio assoluto rimane sempre uguale ed immobile in virtù della sua natura e indipendentemente da ogni oggetto esterno”. Trovo interessante l’uso dell’aggettivo “esterno”. L’uso di tale aggettivo implica che Newton ritenesse lo spazio un qualcosa di illimitato, ma finito, nel senso non che la sfera abbia superficie infinita ma che se, come una formicuzza, percorressimo una grossa sfera liscia, non riusciremmo mai a trovare dove termina, apparendoci quindi illimitata. Parlando poi del tempo dice: “Il tempo assoluto, vero e matematico, scorre uniformemente per sua natura, senza relazioni con qualsiasi oggetto esterno. Esso prende anche il nome di durata”. (Tratto dal libro di Arnold Sommerfeld “Lezioni di Fisica teorica”: Meccanica. Sansoni edizioni scientifiche). Sappiamo ora, grazie ad Albert Einstein che anche il grande Newton, tolto un altro velo, non s’è accorto che ve n’era un altro ancora, scoperto da Einstein, il quale, pur avendo contribuito alla scoperta della Meccanica Quantistica, non s’è accorto, a sua volta, che un ulteriore velo stava per essere scoperto. Ma già se ne intravede un altro nuovo nell’ambito proprio della Meccanica Quantistica. Altri veli si intravedono con il LHC e con l’osservazione dello spazio profondo, molto profondo.
Tornando un momento su Einstein, egli ha scoperto, tra l’altro, che lo spazio ed il tempo non sono due oggetti distinti e separati come a noi appare (a causa dei veli suddetti) ma è un unico oggetto che non trovandogli una denominazione appropriata. ha chiamato Spazio-Tempo. Il fatto che sembrino due cose separate e distinte è un’illusione data dalla nostra velocità relativamente bassa rispetto a quella della luce. Inoltre Einstein ha dimostrato che la luce viaggia, se così si può dire, su una linea ancor più retta della linea retta, il che appare geometricamente (nel senso euclideo) impossibile, ma spazio, tempo, massa e gravità sono elementi strettamente interconnessi: la massa agisce con la gravità, la gravità agisce sulla struttura spazio-temporale incurvandola e la luce segue quindi la curvatura dello spazio-tempo poiché per essa, quella è la vera linea retta, non potrebbe seguire un percorso diverso. Veniamo ora a quello che personalmente ritengo un ulteriore velo posto da Dio all’Uomo, come non bastassero tutti quelli già tolti. Ma Salomé rivelerà tutta la sua bellezza solo quando l’Uomo avrà scoperto anche l’ultimo velo. Ho però la sensazione che Salomé (cioè la Natura) abbia assai più veli dei famosi sette. Personalmente penso, forse sbagliando, che il fatto dell’Universo in espansione possa essere un ulteriore velo che nasconde un’altra verità. Vediamo come fanno gli astrofisici a dire con tanta sicurezza che l’Universo è in espansione. E’ abbastanza semplice: da qualsiasi parte si guardi nello spazio molto profondo, si può osservare uno spostamento dello spettro luminoso verso il rosso. Inoltre si osserva che maggiore è la distanza ove guardiamo lo spettro, maggiore risulta lo spostamento verso il rosso. Tale fenomeno è stato chiamato: “Red Shift” e lascia quindi ritenere che l’Universo sia in espansione, sempre più veloce quanto più ci si avvicina all’orizzonte degli eventi. Il Red Shift è stato quindi attribuito al ben noto effetto Doppler del quale facciamo spesso l’esperienza con il suono della sirena di un’ambulanza che quando viene verso di noi mostra un suono più acuto e appena passata si ode un suono meno acuto, tuttavia la frequenza del suono, in realtà, non cambia affatto. Dunque, in forza di tale effetto Doppler l’Universo appare in rapida espansione; ma potrebbe esserci anche un’altra spiegazione e allora questa apparenza di espansione potrebbe essere solo apparenza, un ulteriore velo potrebbe nascondere un’altra realtà abbastanza sconvolgente.
Potrebbe darsi, ad esempio, che non sia l’effetto Doppler la causa del Red Shift, ma, nell’ipotesi abbastanza sconvolgente che il nostro Universo sia un buco nero, poiché nella vasta zona del suo centro di massa la gravità è nulla (“il punto al qual si traggon d’ogne parte i pesi”. Dante, Inferno, canto XXXIV), quanto più ci si avvicina al suo orizzonte degli eventi tanto più aumenta l’accelerazione centripeta di gravità e dunque, cominciando ad avvicinarci in quelle regioni, la luce diretta verso l’esterno è soggetta a “violet shift”, mentre quella diretta verso l’interno resta soggetta al Red Shit, dando così l’illusione dell’espansione dell’Universo;
un’espansione tanto più rapida quanto più è distante da noi la luce che ci giunge. Vale a dire che il Red Shift potrebbe non essere causato dall’effetto Doppler ma bensì dallo “stiramento” delle onde elettromagnetiche della luce, dovuto a ragioni gravitazionali. Ciò implica quindi che l’espansione dell’Universo non c’è, ma si tratta di un ulteriore velo che la Natura ci mette davanti agli occhi. Inoltre, poiché è noto che i buchi neri sono soggetti a rotazione, probabilmente anche il nostro universo è in rotazione. Ciò implica che la luce che giunge a noi, ci giunge spiraleggiando in funzione della distanza da noi e della velocità di rotazione dell’universo. Allora noi, vedendo la luce giungerci da una certa direzione, pensiamo che la sua sorgente si trovi dove la vediamo, invece, a causa del percorso a spirale, in realtà, chissà mai dove si trova veramente. C’era, in aggiunta, un’altra ipotesi che giustificava la quantità di idrogeno esistente nel nostro universo; era chiamata: “Ipotesi della creazione continua”. Ma nella mia ipotesi, tale abbondanza di idrogeno si potrebbe giustificare con la fagocitazione di altre stelle da parte del nostro universo-buco-nero. E poi chissà che questa ipotesi riesca a fornire anche una spiegazione della “materia oscura” e della “energia oscura”. Ai posteri (degli astrofisici) l’ardua sentenza, in quanto credo che i nostri astrofisici siano talmente saturi delle loro attuali credenze da scartare immediatamente la mia ipotesi senza neppure prenderla in considerazione, nel timore di giocarsi la carriera. Senza poi contare tutte le altre implicazioni sconvolgenti che ne discendono logicamente, ma che non voglio menzionare per la salvaguardia della sanità mentale.
Vorrei ora spiegare (non al colto, ma all’inclita) perché al centro di un buco nero, come al centro della Terra, la gravità è nulla: Il raggio terrestre vale circa 6300 Km. Dunque, ammettendo approssimativamente che il materiale terrestre sia del tutto omogeneo e trascurando gli effetti gravitazionali della Luna, del Sole e degli altri pianeti, ne risulta che un corpo che si trovi al centro della Terra è soggetto, da ogni parte agli omnidirezionali vettori accelerazione, tutti diretti verso la superficie e tutti generati dalla massa terrestre che circonda il corpo da ogni parte, che pertanto si annullano tutti a vicenda creando così, in tal punto, una zona di librazione a gravità Zero. Ritengo che ciò valga anche per il Sole, la Luna e qualsiasi altro corpo, celeste o no. Perché mai non dovrebbe valere anche per le nane bianche, le stelle di neutroni ed i buchi neri? Forse la matematica degli astrofisici gioca loro un brutto scherzo. La nostra matematica opera, in gran parte, nel continuo; non ama il “discreto”, ma la Meccanica Quantistica ci dimostra che il cosiddetto “continuum spaziotemporale” non è affatto un continuum se non a livello macroscopico.
Dopo questa digressione astrofisica fuori tema (mi perdonino i professionisti di tale scienza), torno nel tema del 3° quesito e mi sorge una domandina: “Perché mai il Creatore ha sentito la necessità di creare Leggi (che noi diciamo: di Natura) tali da sviluppare la Vita a partire da un puntino di altissima energia, massimamente termica e quindi del tutto sterile”?
Viene da pensare che, in realtà, tutto il Creato sia stato creato solo come un supporto, necessario e sufficiente, per consentire la nascita della Vita. Si potrebbe pensare, semplicisticamente, che il Creatore, ben conscio della Sua onniscienza ed onnipotenza, nonché della Sua vita eterna, abbia desiderato che altre menti senzienti (ma ben distanti da Lui) potessero apprezzare la Sua immensa e grandiosa opera e darGli quindi il riconoscimento, la devozione, l’onore, l’amore che Egli ritiene di meritare. Dunque, solo noi umani possediamo l’intelligenza e la capacità di capire che deve necessariamente esserci un Dio creatore. Gli altri appartenenti al regno animale non possono comprenderlo, non ne hanno coscienza. Purtroppo per Lui, ci sono anche molte menti umane che ragionano alla Democrito e quindi non Gli danno il dovuto riconoscimento cercato e desiderato da tutte le sue creature senzienti. Potrebbe dunque essere questa una delle ragioni della nostra esistenza su questa Terra e probabilmente e probabilisticamente anche su altre “Terre”, se non fosse per il fatto di attribuire a Dio un’ambizione assai più umana che divina. In fondo, l’Essere Perfettissimo, potrebbe non avere alcuna necessità dell’adorazione di terzi in quanto basterebbe totalmente a Se stesso, per un senso completo di auto-ammirazione nella contemplazione del Suo creato. Ma anche così, mentre si auto ammira, le Sue leggi procedono instancabilmente e portano alla nascita della senzienza e al contrasto tra chi lo ammira e lo adora e chi lo ignora, però, dice Battiato: ”Ricordami, come sono infelice, lontano dalle Tue Leggi”. Dunque, poiché la frase è indubbiamente vera, le leggi morali che abbiamo scritte dentro di noi e ci fanno capire esattamente la differenza tra il Bene ed il Male, sono scritte per il nostro bene sociale. Che poi qualcuno preferisca trascurarle o addirittura ignorarle del tutto per un suo egoistico vantaggio personale, prima o poi, indubbiamente, ne avrà a soffrire, se non è intrinsecamente, una bestia, ma anche in questo caso dovrà subirne le conseguenze spiacevoli, non all’Inferno, ma proprio in questa vita. Viceversa, colui che segue le Leggi morali scritte dentro di sé, certamente non si arricchirà e non condurrà una vita di potere o di ricchezza, ma anche nella modestia della sua condizione potrà condurre una vita serena, se non felice e alla fine, essere anche orgoglioso della vita condotta nel rispetto delle Sue leggi.
4° Esistono altre “Terre” con esseri senzienti?
Cioè, siamo soli nell’Universo? Gli scienziati stanno cercando, con l’uso delle modernissime tecnologie, i cosiddetti “esopianeti”, intendendo con questo termine denotare dei pianeti esterni al nostro sistema solare, che gravitano attorno ad una loro stella. In particolare, nella ricerca sugli esopianeti, si cerca una risposta certa e scientifica alla nostra 4° domanda. Nell’ipotesi che le leggi della Natura siano uguali in tutto l’Universo, si cercano pertanto degli esopianeti che abbiano le stesse o simili caratteristiche della nostra Terra. Cioè si tratterebbe di trovare dei pianeti che ruotino tranquillamente nell’ambito di una biosfera solare, che siano rocciosi, che dispongano di acqua allo stato liquido ed un’atmosfera abbastanza ossigenata oltre ad una gravità non troppo bassa né eccessiva, che il loro moto di rotazione non sia troppo veloce o troppo lento. Un pianeta con tali caratteristiche, vista l’universalità delle leggi di natura, non c’è alcun dubbio che sia in grado di ospitare la vita e del pari non c’è dubbio che tale vita, alla lunga, sviluppi l’intelligenza. In quanto all’aspetto di tali esseri intelligenti, dipenderà da quale sia stata la specie dominante sul pianeta, cioè, i primati? I rettili? Gli uccelli? Si escludono esseri marini in quanto non è possibile, nell’acqua, sviluppare alcuna civiltà tecnologica. Dunque, laddove i dominatori siano i primati, essi dovranno somigliare moltissimo a noi, con gambe per spostarsi, braccia e mani per lavorare e gli altri sensi necessari all’esistenza. Ma anche se discendessero dai rettili devono necessariamente aver acquisito, in qualche modo, la stazione eretta e avranno dovuto evoluzionisticamente dotarsi di appendici prensili per lavorare a loro volta. Nel caso di uccelli, avranno dovuto, a loro volta, dotarsi di appendici prensili maneggevoli e potranno, oppure no, aver conservato la capacità di volare.
La nostra Terra è l’unico pianeta del sistema solare con caratteristiche tali da consentire la vita come noi la concepiamo; ma consideriamo l’immensa quantità di stelle nella nostra galassia e l’altrettanto immensa quantità di stelle per ogni galassia esistente e l’immensa quantità di galassie esistenti nell’universo, sarebbe veramente molto, troppo ingenuo ritenere che la nostra Terra, prove o non prove, statisticamente parlando, possa essere l’unico pianeta dell’Universo che possa ospitare vita intelligente. Un’idea del genere sta solo a significare l’immenso, solito egocentrismo dell’uomo stolto. Ma certamente gli scienziati non pensano affatto questo, non li ritengo così sciocchi. Ma loro cercano le prove pur sapendo, dalla statistica, che non siamo affatto soli. Ignorare la statistica sarebbe un’imperdonabile mancanza di umiltà oltre ad un grande, imperdonabile egocentrismo. Io invece sono portato a pensare che vi siano, nel cosmo (e qualche stolto parli pure di fantascienza) civiltà sparse nell’Universo con vari gradi di civilizzazione che va dalle caverne e le palafitte fino ai viaggi interstellari a velocità istantanea, sfruttando in modi ancora a noi sconosciuti, caratteristiche di tipo quantistico come l’entanglement. Ma noi non lo sapremo mai, se non troviamo prove certe. Cercare, ad esempio, trasmissioni radio, non mi pare cosa gran ché utile, se non per il sensazionalismo dei media, in quanto, date le immense distanze interstellari, qualora a noi giungesse un tal messaggio e ammesso (e non concesso) che noi si riesca a rilevare un tale debolissimo segnale, distinguendolo dal rumore di fondo, è assai probabile che la civiltà che lo ha emesso sia già scomparsa da tempo immemorabile; come, del resto, inviare noi messaggi radio o a minor ragione, navicelle tipo Voyager nello spazio più profondo, è assai probabile, praticamente certo, che tali navicelle non verranno mai trovato da nessuno e che le nostre trasmissioni arrivino a qualcuno quando la nostra specie si sarà già estinta da tempi immemori per essere sostituita da umanoidi (oggi scimpanzé o gorilla) prossimi ad acquisire un tipo di intelligenza sempre più prossima a quella umana.
Tuttavia, ritengo che non sarebbe bene incontrare un’altra eso-civiltà poiché questo porterebbe inevitabilmente ad uno spaventoso conflitto da fantascienza. Per fortuna, la Previdenza di Dio ci tiene talmente distanti da impedire ogni tipo di contatto. Non possiamo neppure pensare che, nel futuro, potremmo viaggiare a “velocità di curvatura” come nella saga “Star trek”. Ce lo nega Einstein dicendoci che nulla, che sia dotato di massa, può neppure raggiungere la velocità della luce. Lo stesso vale se utilizzassimo la propulsione ionica. In tal caso potremmo dirci fortunati se riusciremo a viaggiare alla metà della velocità della luce. Comunque, i tempi di viaggio sarebbero talmente lunghi da richiedere moltissime generazioni di astronauti tutti sulla stessa astronave, per molti millenni. Poi, una volta giunti finalmente a destinazione (per es. su un pianeta di Deneb a circa 1500 anni-luce di distanza), sulla nostra ormai lontanissima Terra, a causa della dilatazione einsteniana del tempo che avviene a velocità relativistiche, sarebbe trascorso un tempo incredibilmente più lungo del nostro tempo di viaggio. Altrettanto varrebbe per un eventuale viaggio di ritorno, sicché, al loro arrivo sul pianeta natale, neppure i libri di storia si ricorderebbero più della nave partita per Deneb tempi immemorabili indietro.
5° Dove andiamo dopo la nostra morte?
6° Se esiste un dopo, dov’è?
La parte che segue tenta, per quanto possibile, fornire una risposta del tutto personale ad entrambe le domande.
Dal Cantico delle creature, di S. Francesco d’Assisi.
“Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò scappare:
guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;”
Paradiso
Il demone, rosso, cornuto e armato di forcone, spazzolando l’aria con la sua coda a punta di freccia, continuava da tempo a tormentare l’uomo inforcandolo in tutto il corpo, ma soprattutto nella mente; quella mente che ripercorreva rapidamente i ricordi di una vita.
Si rivedeva quando, bambino, sgambettava felice sui prati e giocava coi cani che scorrazzavano come lui sull’erba soffice. Poi adolescente, alle prese coi problemi scolastici, i brufoli in faccia e con uno sciocco bullo che lo infastidiva.
Poi giovane alla ricerca continua e spessissimo vana, di ragazze per il sesso affamato e di lavoro per la propria autonomia. Poi ancora, l’innamoramento, il fidanzamento ed il matrimonio.
Col matrimonio i figli e la vita che scorreva, tra alti e bassi, tra piaceri e
preoccupazioni, tra rogne, dispiaceri e soddisfazioni. Intanto i figli crescevano a loro volta, uscivano di casa, mettevano su famiglia e lo rendevano nonno.
I nipotini vivaci e maldestri ne combinavano sempre qualcuna e anche loro
cominciavano a crescere ed infine, la malattia fatale che lo immobilizzava,
dolente, già da tempo, in un letto d’ospedale, la fedele moglie sempre accanto premurosa e addolorata. Non poteva vedere il demone forcuto che pure era vicinissimo a lei e si dava gran da fare.
L’uomo era immobile e con gli occhi chiusi. Solo un lieve rantolo testimoniava che ancora viveva e alla moglie pareva che avesse consapevolezza della sua presenza, pur nella sua immobilità ed egli, con sguardi brevi e faticosi, tentava di abbozzare, senza troppo successo, un’ombra di sorriso per lei.
Le prime luci di un’alba grigia cominciavano a spuntare e nella stanza debolmente illuminata da una piccola lampada coperta da un velo, il tempo parve come fermarsi immoto e silente. I minuti passavano silenziosi e dolenti e pareva come se quei momenti non dovessero finire mai più. La donna, di tanto in tanto, umettava le labbra inaridite dell’uomo lasciandovi sgocciolare una goccia d’acqua e l’uomo muoveva leggermente le labbra per assorbire il liquido fresco nella sua bocca che pareva di carta vetrata.
Fu a quel punto che una signora sconosciuta, dall’aspetto nobile ed
austero, ma con un dolce sorriso nel volto, entrò aleggiando leggera nella stanza in penombra e gli parlò dolcemente:
“Tu non lo sai, ma mi stavi aspettando con ansia. Sono qui per accompagnarti nel luogo dove avrai presto la felicità perfetta. ”Mentre la signora parlava dolcemente, il demone cornuto aveva smesso col suo forcone e per quanto si sforzasse, non riusciva più a colpire se non di striscio e quasi inutilmente.
Allora la signora gli si avvicinò, e il demone si ritrasse come spaventato a morte e dopo un ultimo sterile tentativo dovette sottomettersi e fuggire via col suo forcone, senza che la donna avesse fatto un sol gesto o detta una parola, ma solo con lo sguardo.
Questa si rivolse ancora al morente sorridendogli e sussurrandogli ancora
dolcemente: “Dove andremo, non esiste dolore, né fisico, né del cuore o dell’anima.
Dove andremo non avrai mai più fame, sete, freddo o caldo e starai bene come mai sei stato nei tuoi momenti migliori se non nel seno materno, prima della tua nascita.”
L’uomo voltò a fatica il capo dalla sua parte e vide una luce splendente ma non abbagliante, calda e morbida e in quella luce, la donna che aveva scacciato il demone cornuto che riempiva di dolore la sua carne e ancor di più il suo spirito.
Una mano di lei si tese verso di lui ed egli tentò lo stesso movimento e come in un sogno, gli parve di farlo realmente…restando immobile.
Nell’altra mano, la donna teneva un oggetto che gli parve famigliare, ma la vista annebbiata non gli consentiva di focalizzarlo adeguatamente. Comunque ora si sentiva bene, la bocca non era più, o non gli pareva più come secca carta vetrata e la frase leopardiana: “La gioia è la cessazione del dolore” gli apparve alla mente nel suo significato più profondo, completo e definitivo.
Più nessun dolore, nel corpo come nell’animo. Sentì fugacemente per un attimo, la stretta della mano di sua moglie e poi comprese qual’ era, l’oggetto nell’altra mano della splendente signora: si trattava di una falce e si sentì del tutto nel suo agio perfetto. Il suo volto, prima contratto dal dolore si spianò in un quasi sorriso di grande serenità. Allora si alzò levitando dal letto di morte e vide il suo corpo immobile e sua moglie piangente.
Avrebbe voluto rassicurarla, dirle di essere serena perché ora stava veramente bene, ma la signora lo tirava per la mano e lui fu costretto, con un ultimo sguardo, a volare via…per sempre, in eterno, ma prima di andare definitivamente, riuscì ad inserire un legame psichico con la mente di sua moglie. Così avrebbe potuto ritrovarla nel sogno di lei e mostrarle che stava veramente bene…bene…bene…bene……bene………
Ho scritto questo raccontino nel 2011 ed è ciò che vorrei per me quando sarà la mia ora, alla quale, stando alle statistiche, mancano ormai ben pochi anni. Questo raccontino di pura fantasia, implica l’esistenza di un’anima immortale, che continua in diverso modo la sua vita dopo la morte fisica. Questa è una credenza molto antica. Molto precedente al cristianesimo o all’islamismo; ed è la ragione per cui gli antichi egizi, potendolo fare, mummificavano i loro defunti riponendo nei “vasi canopi” le loro viscere che dovevano asportare al defunto all’inizio del processo di mummificazione, nella convinzione che la vita continuasse dopo la morte. Ovviamente, solo i faraoni, gli alti dirigenti dello stato e i pochi ricchi potevano permettersi la spesa della mummificazione. E’ anche stata trovata la mummia di un architetto progettista di una piramide e anche le mummie di personaggi pubblici importanti.
Gli antichi romani veneravano le anime dei loro cari defunti e gli spiriti loro protettori e protettori della casa, della famiglia e delle attività lavorative. Tali spiriti erano i Lari (Lares) ed i Penati (non si pensi, dal nome, che erano protettori del pene, assai invocati dalle donne romane). Dunque, il credere nell’immortalità dell’anima, come si vede è cosa antica. Poi, secondo la religione induista, si crede nella cosiddetta “metempsicosi”, ma tale credenza era assai diffusa, nell’antichità anche in occidente. Lo credevano i greci, i celti e persino tra alcuni cristiani (gli gnostici) ed altri popoli ancora. Secondo questa dottrina, dopo la morte, l’anima (secondo i greci) beveva l’acqua del Lete (non l’acqua Lete) allo scopo di dimenticare totalmente la vita precedente e reincarnarsi sotto varie forme, sia umane, sia animali, sia vegetali o addirittura minerali a seconda dei merito o demeriti della vita precedente. Secondo i cristiani, l’anima immortale viene giudicata dal Signore e inviata, secondo il giudizio, in Paradiso, in Purgatorio oppure se è un’anima dannata, all’Inferno; mentre se si tratta di un’anima innocente ma non ancora battezzata andrebbe al Limbo, luogo ben descritto da Dante nella sua Divina Commedia.
Insomma, l’Uomo sa bene che dovrà morire, prima o poi (meglio poi che prima) ma non lo accetta e allora dà vita, nei secoli, ad un’infinità di credenze, solitamente legate ad una qualche religione che instilla nella mente la possibilità di una vita eterna sotto varie forme. La religione cristiana, addirittura, promette una resurrezione totale dei corpi, quando gli Arcangeli mandati sulla Terra per distruggerla, saranno seguiti dal Signore Cristo Gesù che in tutta la Sua gloria e potenza, resusciterà tutti i corpi, restituendo a ciascuno la sua anima immortale e giudicando, nel Giudizio Universale, coloro che non lo sono ancora stati.
Beh! Dal mio minimalista punto di vista, piuttosto pragmatico in tali faccende, considero il corpo come un macchinario, il cui solo scopo reale è quello di mantenere in buon funzionamento, l’organo più nobile che possediamo: il nostro cervello, che a sua volta è una macchina che supporta ciò che chiamiamo Mente. La Mente che opera il nostro IO, i sentimenti (azionati da enzimi, ormoni e percorsi neuronali) la nostra volontà, desideri e aneliti, amore ed odio, passioni carnali o politiche, ricordi antichi e attuali ec.. ecc. insomma, per me, il cervello rappresenta l’hardware che supporta tutto quanto detto consentendo quindi il funzionamento della Mente (il nostro Sistema Operativo, il nostro Software). E’ allora evidente che qualora l’hardware mostrasse dei problemi, questi dovranno necessariamente riperquotersi sul software e quindi sulla Mente. Tali problemi hardware sono oggi abbastanza noti ai neuropsichiatri e possono essere della più svariata natura. Ad esempio, malattie che colpiscono una particolare zona del cervello che ha effetto, per es. sulla vista, o sull'udito o in qualche altro organo di senso. Oppure sulla memoria (Alzheimer) o sul comportamento (rinfanciullimento) demenza senile. Oppure a più alto livello, lasciando intatto il funzionamento generale della Mente ma colpendo lo "spirito" con il male del secolo, la depressione, il disturbo bipolare, le manie, la schizofrenia e altro che colpisce il Sistema Limbico. La nostra (non la mia, per carità) conoscenza del cervello è oggi assai approfondita, al punto che siamo in grado di connettere al sistema nervoso dei circuiti elettronici per i più svariati scopi sperimentali, con ottime prospettive future nella cura di alcune disabilità native o acquisite. Gli psichiatri di oggi sono in grado di diagnosticare una buona parte dei disturbi cognitivi o di livello inferiore e fornire terapie adeguate, cosa che fino ad una trentina d’anni or sono era molto difficile ottenere.
L’anima è, secondo il mio punto di vista, il nostro IO cosciente, la nostra mente il cui funzionamento, più o meno buono, dipende dal nostro Hardware, cioè dai neuroni che compongono il cervello, in tutte le sue varie componenti e dal cervelletto. Organo importantissimo in quanto automatizza ciò che fin da piccolissimi abbiamo faticosamente appreso utilizzando, per apprendere, il nostro cervello, ma una volta che il cervelletto abbia acquisito la procedura faticosamente appresa, la esegue in modo automatico così che non dobbiamo più pensarci. Per esempio imparare a camminare, si inciampa, si cade, ci si rialza o ci rialzano, ma poi il cervelletto acquisisce la procedura e il camminare diventa automatico, come il correre, l'andare in bicicletta, guidare un’automobile, utilizzare un oscilloscopio e chi più ne ha più ne metta. Insomma, grazie all’automatismo del cervelletto mentre guidiamo, possiamo parlare, scherzare, pensare senza più badare ai comandi, ma non perché il cervello abbia acquisito queste cose con l’abitudine, no, è il cervelletto che le ha acquisite lasciando così la mente libera di occuparsi di cose di livello più alto o più divertenti come sentire musica alla radio, fare una telefonata col viva-voce ecc. Importantissima è una ghiandola endocrina (si dicono endocrine le ghiandole che immettono il loro secreto all’interno dell’organismo) posta nella sella turcica dell’osso sfenoide (Wikipedia) chiamata Ipofisi. L’importanza di tale ghiandola è fondamentale. Essa gestisce una parte del sistema di omeostasi, governando, per fare questo, l’attività di molte altre ghiandole come la Tiroide, la corteccia surrenale, le gonadi e le ovaie ed è a sua volta controllata dall’Ipotalamo. Tutto ciò per dire che il nostro umore non è governato dalla nostra volontà cosciente ma discende dal buon funzionamento dell’omeostasi generale, cioè del perfetto equilibrio ormonale dato da tutte le ghiandole endocrine sparse nel corpo e nel cervello. Dicevano bene i latini: “mens sana in corpore sano”; però, nell’interpretazione moderna della frase, vale a dire che per avere una mente sana si deve avere anche un corpo sano, cosa che è data da un’omeostasi ottimale ma che purtroppo decresce con l’età.
Insomma tutto questo per dire come la penso soggettivamente sul discorso Anima. Questa è la mia conclusione sintetica:
L’IO cosciente, la nostra mente, sono il Software come quello di un supercomputer altamente perfezionato, quale noi, con la nostra I.A. (Intelligenza Artificiale) siamo ancora lontani dall’ottenere e potremo dire di averla ottenuta se e solo se un computer sarà in grado di superare il test di Turing il 100% delle volte che si operi il test stesso. Dunque la nostra mente, il nostro Sistema Operativo, per funzionare abbisogna del suo Hardware e perciò se l’Hardware si spegne e smette di funzionare il nostro Software, la nostra Mente, il nostro IO, la nostra anima, tutto ciò che noi eravamo, svanisce nel nulla dell’oblio. Tutto va perduto, irrimediabilmente e per sempre, la nostra memoria ed i ricordi di una vita, ciò che abbiamo appreso, chi abbiamo amato, ciò che abbiamo posseduto e così, dopo innumerevoli ere nel buio della non-esistenza, prima della nostra nascita da nostra madre, noi nasciamo, cresciamo, studiamo, lavoriamo, ci riproduciamo, realizziamo cose ed infine muoriamo ripiombando nel buio della non-esistenza per l’eternità dal quale buio siamo venuti per un solo attimo di luce compresso tra il prima ed il dopo.
Ricordo un aneddoto che mi è stato raccontato da ragazzo: Un morente sul suo letto di morte, improvvisamente si è animato chiedendo che venisse aperta la finestra. Ritenendo che avesse bisogno d'aria, fu immediatamente accontentato. Ma appena la finestra fu aperta, questi ha chiesto di richiuderla subito e dopo, con l’ultimo fiato che aveva in gola ha sentenziato: “ La vita è un’affacciata di finestra”. I napoletani hanno un motto molto più colorito e popolare per esprimere lo stesso concetto: “ ‘A vita è ‘na brioscia, n’arraputa ‘e cosce e tutto fernisce”.
Dunque, in conclusione, secondo me non esiste un dopo, né un luogo dove andremo, se si esclude il Cimitero, unico e vero reale luogo del dopo.
Gesù, nel Suo grande amore per l’umanità, conoscendo il nostro ultimo destino, si è impietosito per la nostra sorte ed ha voluto dare all’Uomo una speranza di resurrezione. Chi ha la grande fortuna di credere, in tal modo vivrà certamente meglio di chi non crede, a meno che il miscredente non disponga, quasi come Gesù, di una notevolissima forza interiore ed una completa accettazione del proprio destino.
Francesco Aspromonti
sabato 15 giugno 2024
Questo G7
Questo G7, definito un successo dai partecipanti, è morto appena "NATO". Tutti, infatti, sanno benissimo che la stragrande maggioranza dei presenti "grandi", in realtà, tra un anno o giù di li, saranno decaduti,meno uno, anzi una e dunque quale valore possono avere le loro decisioni? Il messo peggio di tutti è Macron e non capisco la presenza di Zelensky tra i "grandi", è forse un "grande" anche lui? Certamente no in quanto la sua resistenza alla Russia è dovuta solo alla "gros coalition" dei paesi occidentali (che nel mondo sono una minoranza), altrimenti sarebbe uno Zerensky, preda dei russi in brevissimo tempo. A proposito di russi, ritengo un errore non aver invitato la Russia e la Cina. Quale valore (ZERO) può avere qualsiasi accordo di pace in assenza di importanti protagonisti? L'accordo decennale firmato con Zelensky vorrebbe impegnare il futuro presidente al rispetto degli accordi presi. Ma il futuro presidente sarà, probabilmente, Trump, intenzionato, come ha detto, a far terminare questa guerra in un paio di mesi. Sembra un pò come se il governo, quello prossimo a cambiare, volesse fare un dispetto al nuovo governo. Un pò com'è accaduto in Italia dove Conte, sapendo bene che la sinistra sarebbe caduta e la destra avrebbe governato, ha pensato bene di fare un grosso dispetto al nuovo governo inventandosi il superbonus 110% che ha pesantemente condizionato i conti dello stato e col quale la Meloni deve, in qualche modo, convivere costringendola a risparmiare su altro e così fornendo alla sinistra e ai 5 stelle, occasioni per criticarla. Ma la gente non è stupida e queste cose le capisce (a meno di coloro del popolo che votano a sinistra, per inerzia politica oppure per la vista offuscata da occhiali "rossi").
Mi sorge ora la curiosità di come farebbe Trump a terminare la guerra in un paio di mesi. Faccio due ipotesi: La prima, che è forse la più probabile, è la soluzione afgana dell'abbandono totale del campo; la seconda è la terza guerra mondiale, combattuta, all'inizio, con armi convenzionali, ma in seguito??? In seguito potrebbe essere la fine del mondo in un paio di mesi. In ogni caso, la gurra dell'Ucraina scomparirebbe di fronte alla guerra mondiale, nella quale sarebbe certamente l'Europa ad averne la peggio. Ma per fortuna, Trump ha già promesso che eviterà la III guerra mondiale ed io mi sento di crederlo (speriamo bene).
In quanto a Biden, i media (ed i suoi stessi) non smettono di prenderlo in giro. E' uscito, o sta per uscire, come ho letto da un giornale e dal titolo di un articolo di spalla di Travaglio, estratto da un libro di Roberto Zanni intitolato "Rimbambiden". Questa parola sta impazzando sul web e se ne dicono di tutti i colori possibili e immaginabili (e anche inimmaginabili) ma io non voglio infierire oltre, ci pensano già in troppi a farlo. Io mi permetto solo di evidenziare la volontà di guerra di Biden. Ma forse, vista la sua situazione, più che la sua volontà è quella dei suoi numerosi consiglieri che stanno tirando la corda alla Russia oltre ogni misura ragionevole. Non dico a Putin in quanto qualsiasi governante russo avrebbe fatto lo stesso semplicemente per ragion di stato mossa da ragioni strategiche assai delicate che anche gli USA conoscono perfettamente (crisi di Cuba docet) ma fingono di ignorare. Purtroppo, nella peggiore delle ipotesi, saremo noi europei a pagarne le pesantissime conseguenze. Invece, noi europei dovremmo tentare di allentare i legami con gli USA di Biden (almeno fin quando vincerà Trump) perché l'Europa ha bisogno della Russia, in particolare proprio l'Italia ne ha più bisogno per la questione del gas russo in grandi quantità e a basso prezzo com'era prima di questa guerra. Sono felice che i 40 miliardi di aiuti a Kiev siano stati bloccati da Crosetto, egli ha capito che abbiamo ora un grande bisogno della Russia e non possiamo inimicarcela oltre misura. E poi, 40 miliardi equivalgono a 6 o 7 leggi finanziarie, ma siamo matti? Crosetto ha perfettamente ragione a bloccarli, egli sa che: primo, i soldi non ci sono e quei pochi che ci sono servono disperatamente a noi per tamponare, innanzi tutto, la grossa fregatura del 110% e poi la sanità pubblica che ora non è messa molto bene; Secondo poi, egli sa anche di non avere il consenso del popolo per questa colossale spesa.
E ancora, ma Zelensky non si vergogna ad elemosinare in continuazione a tutti i paesi occidentali, denaro ed armamenti.
Per fortuna qualcuno con poteri decisionali e cervello in testa, contro le promesse dei governanti di aiutare Kiev, qualcuno sta ritardando le consegne, sia del denaro che delle armi e questo contribuisce ad allentare le pressioni alla Russia che ha compreso che è meglio aspettare. Aspettare che cosa? Senza dubbio, intanto per cominciare, la vittoria di Trump a Novembre. Il generale Tempo lavora in favore della Russia che sta avanzando lentamente (con voluta lentezza) proprio per avere il tempo a favore e anche per limitare le perdite umane.
In conclusione di questa mia analisi, per il prossimo futuro, almeno fino a Novembre, non vedo grosse novità e tutto procederà come ora, con il lento avanzamento russo verso Kiev e promesse occidentali a Zelensky non molto mantenute. Poi, finalmente, arriveranno le nuove elezioni presidenziali USA e allora la situazione si sbloccherà e accadranno certamente novità di grande rilievo. Resto in osservazione e aspetto anch'io lo svolgersi degli eventi.
domenica 9 giugno 2024
il Dollaro, L'Euro e l'Ucraina
Gli USA sanno bene, meglio di tutti, come hanno fatto per far iniziare la guerra in Ucraina. Tutto risale a molto tempo addietro quando si è fatta questa strana EU con il suo maledetto euro. Sostanzialente una burocrazia, più che una democrazia, guidata dalla Germania. Tuttavia l'Euro ha cominciato ad accrescere il suo valore ed ha cominciato a fare concorrenza al dollaro USA.
Inoltre, l'amicizia tra molti stati europei, tra cui l'Italia, con la Russia di Putin ha fatto sì che molta energia, sotto forma, sostanzialmente, di grandi quantità di gas a basso prezzo, venisse acquistata da tanti paesi europei. Ovviamente non solo gas. Così l'inflazione era tenuta a freno ed il carrello della spesa aveva costi sostenibili.
A questo punto l'amministrazione USA ha cominciato a temere (in segreto) per la forza dell'euro ed ha studiato un piano a lunga scadenza per indebolirlo. Ma come fare senza insospettire l'EU ed i singoli stati alleati per via della NATO presente in molti stati europei? Semplice, usare ipocritamente le ideologie della libertà e della democrazia, ed ecco la soluzione strategica di lungo periodo:
1° allargare la NATO il più possibile verso l'Europa dell'EST, per innervosire la Russia costringendola a fare qualcosa;
2° determinare un colpo di stato in Ucraina allo scopo di rovesciare il governo filorusso e piazzare, in futuro, basi NATO anche lì;
3° L'Ucraina non viene ancora ammessa nella NATO nel timore di gravi rappresaglie russe;
4° il nuovo governo filoamericano retto da Zelensky ha iniziato a perseguitare la moltitudine di filorussi in tutto il territorio ucraino, ma in particolar modo le repubbliche del Donbass che sono state, nel 2014, invase dal battaglione neo nazista AZOV che ha commesso, per lunghi anni, brutalità di ogni tipo al fine di costringere, senza successo, i governi del luogo a rientrare in Ucraina.(Allora chi è l'aggressore e chi l'aggredito? Lo abbiamo dimenticato?)
6° la situazione creatasi nel Donbass ha sempre più irritato il governo di Mosca che memore della sua antica lotta contro i nazisti tedeschi ha finalmente deciso di intervenire, dopo alcuni anni di pazienza, con il piano A (poi fallito a causa della cattiva gestione logistica).
A questo punto il piano americano ha avuto pieno successo riuscendo a portare la guerra in Europa dopo 80 anni di pace.
Non solo ma, naturalmente, per completare l'opera di indebolimento dell'Euro, ha richiesto agli stati europei di rompere i rapporti di amicizia e collaborazione con la Russia costringendo l'Europa ad applicare sanzioni contro la Russia ed interrompere l'importazione di energia russa a basso costo.
Risultato: un massacro senza fine di truppe sia ucraine che russe, una distruzione massiccia di infrastrutture importanti in Ucraina e palazzi con residenti civili. Altissimi costi dell'energia in quanto l'America ci fornisce gas liquefatto ad alto costo, che necessita di essere rigassificato, con ulteriori costi per la costruzione dei rigassificatori oltre che per il trasporto del gas liquido per mare. Le sanzioni imposte alla Russia dall'Europa, le paghiamo NOI consumatori anche con la crescita dell'inflazione che erode il nostro potere d'acquisto, fa salire il costo dei mutui ed il costo del carrello quotidiano della spesa.
Il continuo superamento delle varie linee rosse sta severamente infastidendo la Russia, indipendentemente da chi la governa, è una ragion di stato. La Russia, dopo le minacce atomiche ha detto che non ha bisogno dell'arma nucleare per vincere la guerra. Tuttavia tale rischio è assai elevato se Biden (il guerrafondaio) insiste con alcuni capi di stato del tutto irresponsabili e da far decadere democraticamente, al più presto con i rispettivi governi, a superare linee rosse una dopo l'altra.
L'ultima è quella di dotare l'Ucraina di missili a medio-lungo raggio in grado di colpire all'interno del territorio russo.
Quousque tandem abutere, Biden, patientia nostra?L'apostrofe di Cicerone, riadattata al contesto, potrebbe essere profferita da Putin a Biden nel senso che ormai, ogni limite di pazienza e sopportazione russa è stato superato.
(Tanto per notizia, nel caso di Cicerone è stato poi il pretore Lucio Valerio Flacco ad uccidere Catilina, al quale era ,in realtà, diretta la locuzione).
Dunque, Biden sta lavorando per la distruzione dell'Europa e proprio col suo aiuto irresponsabile, nel nome delle ideologie sopra menzionate, portando la guerra ucraina anche in altri stati europei così da atterrare l'Euro e riprendere la supremazia del dollaro USA.
Ritengo pertanto, a livello puramente personale, che sia assolutamente necessaria la vittoria di Trump, indipendentemente dai suoi cosiddetti "misfatti", per fermare questa guerra oltre che ai rischi per l'Europa, non combattendo contro la Russia, ma semplicemente smettendo di aiutare l'Ucraina come ha fatto in Afganistan a suo tempo, perché i discorsi ipocriti di Biden che straparla di democrazia e libertà, purtroppo con l'appoggio inatteso del governo Meloni che si dimostra atlantista oltre misura; che secreta le spese italiane per aiutare l'Ucraina con i nostri denari e le nostre armi, perché questo è per me intollerabile e mi pento di averla votata. Ma mai credevo che una persona di destra si comportasse come se fosse di sinistra, appoggiando il sinistro (in tutti i sensi) e guerrafondaio Biden, che intende combattere la Russia, per interposto stato, fino all'ultimo soldato ucraino (armiamoci e partite).
In conclusione, a causa di un eccessivo, oltre misura atlantismo e per ragioni puramente (e ipocritamente) ideologiche, cioè 'na munnezza, perché le ideologie sono ormai morte in quanto, il popolo ormai ben istruito, non ne ha più bisogno ma è necessario che i politici si rendano ben conto che questa leva, un tempo assai usata per confondere un popolo ignorante, ora non possono usarla più con un popolo istruito e intelligente e che sa giudicare da solo; in conclusione, dicevo che l'ideologia seguita dai governi occidentali ci sta portando alla rovina. Fermiamoci in tempo.
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